la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

1 gennaio 2012 – Maria ss. madre di Dio – Giornata mondiale della pace

Num 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21

“Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.

C’è una parola di benedizione al cuore di questa giornata dedicata alla preghiera per la pace e alla memoria di Maria. Una benedizione che racchiude anche il senso del tempo che trascorre, il passaggio da un anno civile ad uno nuovo. Nell’atto di benedire si racchiude la chiamata a stare nel tempo in un modo nuovo. Senza farsi travolgere dalle cose. Ma con capacità di sguardo al senso delle opere e dei giorni. Si può infatti subire il tempo che scorre come una maledizione, oppure assumere ogni momento come luogo di una benedizione: parola di bene da accogliere e da donare.

Benedire non è si esaurisce solamente nel ‘dire’, nel pronunciare una benedizione. Tanto meno può essere identificato con un gesto clericale, quello a cui siamo abituati e a cui spesso si pensa in rapporto a questa espressione, come se fosse qualcosa che dal di fuori si aggiunge alle cose. Benedire è piuttosto scoprire il bene che è presente già dentro nelle cose, gioire di un bene che è dono. Nella natura che ci è data, nei volti delle persone, nelle situazioni, nonostante tutte le contraddizioni. Certamente il male offusca il bene, lo contrasta ma non vince i semi di bene presenti nella vita, la radice di un bene che sta dentro e che se scoperta può aprire a duna fiducia fondamentale. Benedire non si connota allora come dare qualcosa dall’alto, ma può essere un modo di guardare alla realtà, un modo di ascoltare le vicende e le esistenze, e di starvi dentro e di incontrare gli altri con uno sguardo particolare, con quell’abbraccio benedicente che ripropone l’attesa e la speranza del padre misericordioso della parabola di Gesù.

E’ in questo senso una attitudine laica, non sacrale, tutt’altro dalla religiosità affettata di chi va in cerca di santoni e di ‘benedizioni’. E’ un modo di essere che può essere di tutti, uno stile del vivere che attraversa non tanto spazi e tempi separati, quelli del sacro, ma le case e le strade, i momenti quotidiani dell’esistenza e le diverse stagioni della vita. E’ così gesto – o meglio atteggiamento – possibile a tutti, che si esprime in sguardi, pensieri, parole, nel modo di ascoltare, di toccare, nell’attuare scelte, nell’agire, nel costruire, nell’incontrare. Benedire è uno stile di porsi di fronte a se stessi – accettandosi con pazienza e benevolenza – agli altri, alle cose, a Dio. In questo senso benedire è strettamente legato alla pace: “Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Benedire è espressione di un cuore nonviolento.

Dire il bene è innanzitutto scoprire che nella nostra vita c’è una radice di gratuità. Non tutto proviene dal calcolo, dalla compravendita, dalla misura di ricchezza o di efficienza. La nostra vita ha radice in un movimento di gratuità. La Bibbia legge tale gratuità come un piegarsi di Dio. C’è questo rinvio nelle parole della benedizione di Aronne: ‘Dio ti sia propizio’. Il suo essere propizio si attua come chinarsi di grazia. Dio si è curvato su di noi, e da questo atto creativo, nucleo prezioso al cuore delle cose e degli incontri, carico di benevolenza, può scaturire una novità. E’ la novità dello stupore di fronte ad un nascere possibile ad ogni istante, ad un inedito che si apre all’impossibile.

Leggiamo questa benedizione di Aronne nel tempo del Natale: Dio si è chinato guardando Maria, la serva del Signore e si è chinato su di noi nel Figlio che ci è dato. In Gesù, volto del Dio umanissimo, il Padre mostra il suo sguardo di benedizione verso l’umanità piegata da tanti pesi e dall’incapacità di liberarsi da tante forme di oppressioni. Gesù, diranno i suoi primi testimoni, è passato ‘facendo del bene’: il benedire riassume l’agire del profeta di Nazaret. E il benedire dovrebbe connotare il profilo di coloro che desiderano appartenere alla famiglia degli amici di Gesù.

Il ‘benedire’ di Dio che è il suo piegarsi e chinarsi su noi, genera possibilità di uno sguardo stupito che si fa risposta ad un bene ricevuto. E fa diventare benedizione per gli altri. E’ l’atteggiamento dei pastori che “tornarono glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto”. I pastori sono l’esempio di chi, tenuto ai margini, in stato di esclusione e lontananza, espulso dalla cerchia dei religiosi e dei ‘puri’, ha mantenuto un cuore libero, capace di lasciarsi toccare dalla gratuità. Capace di apertura verso qualcosa di inedito e nuovo nella vita. I pastori non appartengono alla cerchia dei devoti delle benedizioni clericali che escludono e selezionano, ma sono i cantori di quel sussurrare il bene nella vita da parte del Dio che va in cerca di chi è perduto, che si fa vicino a chi pensa di essere lontano e non benedetto. Il Dio che si rivela nel volto del ‘maledetto’ sulla croce.

Augurare un buon anno, nell’orizzonte della fede è ben diverso dagli auguri illusori di spensieratezza. Talvolta questi rivelano un tentativo disperato di fuga momentanea dalla durezza dell’esistenza. Un tempo vissuto nell’orizzonte della benedizione è un tempo che può essere di gioia e di serenità, ma anche di dolore e di prova. Può essere un tempo che si scontra con la difficoltà inattesa, con la  malattia, con la morte. Ma ogni attimo ed ogni situazione, anche le più difficili a sostenere, possono divenire esperienza di benedizione. In ogni momento si può scoprire la luce del volto del Signore che si china sui suoi poveri e che ci raggiunge nella benedizione delle cose, nei piccoli segni di cura. Segni di un Dio che è presente nella nostra vita, senza far rumore. E in ogni momento si può vivere una risposta di benedizione che assume i  tratti della gratitudine, dell’impegno, della preghiera, della disponibilità, dell’abbandono. Così il nostro augurio può avere uno spessore nuovo: Il  Signore ti guardi e ti benedica… in tutto il tempo che ti è dato…

Alessandro Cortesi op

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: