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Memoria e impegno

A Genova sabato 17 marzo si è tenuta la 17a giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti. Una manifestazione per esprimere la ricerca di verità e  giustizia e per dire no alla corruzione e alle mafie. Vi hanno partecipato oltre 100.000 persone provenienti da tutta Italia. Nel discorso conclusivo della manifestazione don Ciotti ha parlato del pericolo delle mafie nei suoi aspetti eclatanti ma ha anche sottolineato la presenza di quelle zone grigie che consentono alle diverse mafie di prosperare. L’agenzia Adnkronos riporta alcune espressioni:  «Le zone grigie ci sono anche nella Chiesa». Dopo aver ricordato che nella Chiesa esistono «persone e forze meravigliose» don Ciotti ha sottolineato che «ci vuole più radicalità, più fermezza, i mafiosi sono fuori dalla comunione con la Chiesa ma lo sono anche le facce d’angelo, la zona grigia». La «zona grigia è il vero problema. La forza della mafia non sta nella mafia, è fuori è in quella zona grigia costituita da segmenti della politica, del mondo delle professioni e dell’imprenditoria». (Sca/Ct/Adnkronos) «Il concorso esterno in associazione mafiosa esiste ed è stato utile alla magistratura per incidere nella zona grigia». A proposito delle polemiche sul reato di concorso esterno, don Ciotti ha detto: «ho il dubbio che tutto questa faccia parte di una strategia» (Adnkronos). Ha anche espresso il suo giudizio sul momento politico che stiamo vivendo in Italia: «la politica sta cambiando passo e sta recuperando credibilità». «Ma la verità vera – ha aggiunto – è che c’è bisogno che torni una politica seria e al servizio della gente comune». Egli ha richiamato anche come «la vecchia politica non demorde» ed ha osservato che il Governo Monti «sta facendo buone cose e questo lo vogliamo affermare, ma noi con le nostre azioni vogliamo aiutarlo nelle cose che non vanno».

In un momento di profonda crisi della politica la manifestazione di Libera contro le mafie è un segnale importante. Tuttavia l’attenzione dei media sembra sia stata assai scarsa come anche la presenza di rappresentanti politici. Segno di una indifferenza e di una mancanza di ascolto diffusi. Mentre proprio le voci delle vittime dovrebbero aver risonanza ed essere ascoltate nella loro espressione di ricerca di giustizia e di impegno per costruire possibilità di vivere insieme in cui sia eliminata la logica del sopruso e dello sfruttamento. (a.c.)

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