la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Il male banale e oscuro

L’uccisione, da parte di uno squilibrato razzista, a Tolosa, di un insegnante ebreo il maestro Jonathan Sandler, i suoi due figli Gabriel e Arieh di 4 e 5 anni e una bambina Myriam di 7 anni non può lasciare indifferenti. All’interno della scuola ebraica, lì dove insegnanti e bambini si recano con i sentimenti più vari, ma tutti aperti alla vita, all’incontro, all’apprendimento, alla conoscenza. Lì è stata seminata morte.

Come nel luglio dell’anno scorso a Utoya, vicino a Oslo, da parte di un altro squilibrato che ha portato terrore e morte tra giovani norvegesi che si riunivano per progettare il futuro e per pensare al loro impegno nella società. Così come a Firenze dove nell’autunno 2011 un altro squilibrato ha freddato Mor Diop e Modou Samb due senegalesi immigrati che stavano vendendo la loro merce al mercato di san Lorenzo. Gesti di squilibrati eppure lucidi al punto di identificare con chiarezza le loro vittime e di usare armi e programmare le loro esecuzioni. Squiibrati che si scagliano contro persone umane spogliandole della loro umanità e rendendole simbolo di un oggetto da eliminare: la razza, l’appartenenza ad una etnia, ad una religione.

Moni Ovadia (‘La peste nera’, “l’Unità”  20 marzo 2012) ha parlato di una peste nera diffusa nei canali della rete in cui circola senza contrasto l’armamentario ideologico che alimenta sentimenti razzisti e xenofobi, che trovano poi espressioni nell’antisemitismo, nell’islamofobia, nel disprezzo totale dell’immigrato o del rom. E’ questo contagio a far compiere da parte di alcuni gesti eclatanti, ma che sono rivelativi di una ricerca di capri espiatori su cui riversare un odio coltivato e programmato. L’ebreo, il nero, il musulmano, il rom divengono così obiettivi di violenza che scoppia improvvisa e apparentemente senza programmazione. E tuttavia essa invece è maturata, incubata e cresciuta poco alla volta in terreni di coltura che l’hanno resa possibile e ne hanno offerto le motivazioni. Barbara Spinelli (Il male oscuro dell Europa, La Repubblica 21 marzo 2012) evoca così un processo che non è caso di squilibrati ma che attraversa ambiti più vasti e di cui renderci conto: “Tutti ci stiamo trasformando, senza quasi accorgercene, in tecnici della crisi che traversiamo: strani bipedi in mutazione, sensibili a ogni curva economica tranne che alle curve dell’animo e del crimine”.

C’è una banalizzazione del razzismo e delle forme della violenza a cui siamo ormai abituati. Sono queste le forme che stanno dietro a gesti di cosiddetti squilibrati. Squilibrati peraltro lucidi nelle loro azioni e che si sono nutriti in un retroterra di ambienti, gruppi, riferimenti e letture che hanno consentito il crescere e l’acuirsi del loro squilibrio. Ma sono anche le forme più pervasive presenti in Europa e in Italia. In Europa l’indirizzo xenofobo del partito guidato da Viktor Orbàn eletto nel 2010 che ha attuato un cambiamento della costituzione del Paese senza generare una reazione  di condanna da parte dell’Unione europea. In Italia le direttive di carattere xenofobo della Lega, i sentimenti di odio seminati a larghe mani trovando sempre minimizzazioni e mai decisi distanziamenti, se non in rari casi, anche da parte della chiesa. E potremmo anche pensare alla banalizzazione delle forme del bullismo e del razzismo quotidiano a cui assistiamo, nelle forme della barzelletta apaprentemente innocente, dell’indicazione dell’altro secondo stereotipi di esclusione  di disprezzo, nelle forme del silenzio e della minimizzazione di abusi e violazioni. C’è da chiedersi com’è possibile che si rimanga indifferenti. La pretesa di realtà senza impurità di tipo etnico e religioso, la pretesa di una difesa dei propri interessi, l’illusione di costruire futuro solamente sull’efficienza economica: sono questi i luoghi in cui torva modo di la banalizzazione del male. Sta qui la radice delle manifestazioni violente che fanno sussultare. Ma dovrebbero far sussultare non solo per un momento ma divenire motivo di vigilanza quotidiana nella sfida da accogliere nel costruire cittadinanze plurali. (a.c.)

 

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: