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commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Acqua bene comune

22 marzo: giornata mondiale dell’acqua. Un giorno per pensare ad un elemento essenziale della vita da cui intere popolazioni sono escluse. E’ in atto nel nostro tempo  la guerra dell’acqua fondata sulla ricerca del profitto e sull’avidità per avere il monopolio e controllo di questa risorsa fondamentale e attraverso di essa della vita dei popoli. Il voto del referendum sull’acqua del 2011 anche in Italia attende di essere rispettato.

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“Quando in alto il cielo non era nominato 
ed in basso la terra non aveva nome,
 Apsu, il primordiale, li generò,
Tiamat, la genitrice, li partorì tutti: 
le loro acque insieme si mescolavano. Nessuna dimora era stata costruita,
 nessun canneto era ancora visibile. 
Nessuno degli dei era stato creato 
ed essi non portavano ancora un nome 
ed i destini non erano stati ancora fissati: 
allora gli dei furono creati in seno ad essi”. 


E’ questo il testo della prima di quattro tavolette in cui è giunto a noi l’Enuma Elis (Quando in alto), poema babilonese che canta la grandezza del dio Marduk fondatore di Babilonia: la situazione del caos primordiale è evocata nell’immagine delle acque abbondanti che si mescolavano contenendo i due principi, maschile (Apsu) e femminile (Tiamat). L’acqua è principio indistinto agli inizi. Come nei racconti biblici del primo capitolo di Genesi: la bontà del giardino è data dall’abbondanza delle acque. Ben quattro lo fiumi attraversano. Al principio l’acqua è elemento originario sul quale sta, quasi in atto di covare, una colomba, simbolo dello Spirito di Dio. L’acqua in questi miti è all’origine del mondo in cui viviamo, è percepita come elemento all’origine della vita. Essi esprimono il sentimento profondo ed esistenziale che lega l’acqua alla vita. Nelle diverse religioni e tradizioni attorno alle fonti d’acqua si è sviluppato un senso di rispetto e sacralità.

La scena del mondo attuale ci pone davanti una situazione in cui quasi un miliardo e mezzo di persone non ha accesso all’acqua potabile e più di due milioni di persone non hanno la possibilità di avere servizi igienici adeguati, cifre destinate a crescere per i processi di desertificazione in atto e per le conseguenze dell’effetto serra. E’ questa tra altre, e lo sarà in futuro, la causa dello spostamento e dell’esodo di intere popolazioni che non possono più vivere in una terra abitabile, e motivo di guerre e conflitti. Proprio la questione dell’acqua costituisce una delle sfide fondamentali per il futuro della convivenza sulla terra: l’acqua infatti può essere vista come bene economico anzitutto, da sfruttare o da cui trarre il massimo profitto garantendosi il monopolio dell’utilizzo delle acque pulite. O, per contro, può essere accostata come uno tra i beni di tutti, i beni comuni che hanno un significato ed un valore fondamentale per la società e per l’ambiente.

In un passato ancora non lontano la presenza di fontane nelle piazze e vie di città e paesi, accompagnava i percorsi della vita quotidiana. Un bene di tutti, a disposizione, senza prezzo e senza tasse da pagare. Ma la presenza di un bene comune esige attenzione e cura: se nessuno si prende cura di ciò che è di tutti, lo spreco e l’uso indebito e sproporzionato fanno sorgere nuovi problemi.

Eppure l’accesso all’acqua non è solamente un bene tra altri, ma è uno dei diritti fondamentali per la vita umana (R.Petrella, Il manifesto dell’acqua, Edizioni Gruppo Abele 2001). Se è importante pensare al costo economico dell’uso dell’acqua – e di qui la necessità di una regolamentazione ed una attenzione a limitare il consumo indebito -, è altrettanto urgente considerare che l’acqua è un bene primario della vita, non può essere oggetto di mercato, non è un bene da porre sullo stesso piano di altri beni. L’accesso all’acqua è determinante al punto che da esso dipende la capacità di libertà degli individui. Di fronte ai problemi posti dalla scarsità dell’acqua a livello planetario la strada della commercializzazione dell’acqua significa dare il monopolio ad alcune multinazionali e non riconoscere un diritto fondamentale alla libertà e alla vita di milioni di persone.

L’utilizzo dell’acqua come bene di tutti esige il ripensamento ed il cambiamento di stili di vita e di indirizzi economici, nella consapevolezza della destinazione universale, per tutti, delle risorse della terra. Il principio di fondo a cui rifarsi nella distribuzione dell’acqua non dovrebbe essere la competitività del mercato, piuttosto la scelta di essere solidali. E’ la via di una solidarietà consapevole dell’ambiente, lungimirante nel guardare al futuro, capace di porre in discussione gli stili di vita diffusi in Occidente in cui si è diffusa una vera e propria abitudine allo spreco e al non rispetto dell’acqua – concretamente nell’uso spropositato di acqua e bibite in bottiglia. Contro una cultura del monopolio e dello sfruttamento si apre la via di una cultura “del condividere, del dare e del ricevere acqua come dono gratuito” (Vandana Shiva, Le guerre dell’acqua, Feltrinelli 2003).

L’acqua non può essere usata come bene privato: sta forse nel pensare ad una proprietà pubblica e  ad un governo pubblico partecipato dalle comunità locali la sfida per garantire risorse di vita e attenzione alle generazioni future e per costruire percorsi di pace.

“In quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba…” (Mc 1,9-10).

(tratto da A.Cortesi, Lessico dell’incontro, ed. Nerbini 2011)

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Al termine del cammino di questa Quaresima, nella veglia della notte pasquale pregheremo con parole molto evocative sul significato dell’acqua nel quadro del disegno della creazione e come segno che rinvia alla morte e risurrezione di Cristo ed alla presenza dello Spirito nella nostra vita, rinvio al battesimo da vivere e riscoprire ogni giorno come fedeltà a Dio e solidarietà con gli altri:

O Dio, per mezzo dei segni sacramentali, tu operi con invisibile potenza le meraviglie della salvezza; e in molti modi, attraverso i tempi, hai preparato l’acqua, tua creatura, ad essere segno del Battesimo.
Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque perché contenessero in germe la forza di santificare; e anche nel diluvio hai prefigurato il battesimo, perché, oggi come allora, l’acqua segnasse la fine del peccato e l’inizio della vita nuova.
Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati.
Infine, nella pienezza dei tempi, il tuo Figlio, battezzato da Giovanni nell’acqua del Giordano, fu consacrato dallo Spirito Santo; innalzato sulla croce, egli versò dal suo fianco sangue e acqua, e dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli:«Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli, e battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».
Ora, Padre, guarda con amore la tua Chiesa e fa scaturire per lei la sorgente del Battesimo.

Infondi in quest’acqua, per opera dello Spirito Santo, la grazia del tuo unico Figlio, perché con il sacramento del Battesimo l’uomo, fatto a tua immagine, sia lavato dalla macchia del peccato, e dall’acqua e dallo Spirito Santo rinasca come nuova creatura.  

Discenda, Padre, in quest’acqua, per opera del tuo Figlio, la potenza dello Spirito Santo.

Tutti coloro che in essa riceveranno il Battesimo, sepolti insieme con Cristo nella morte, con lui risorgano alla vita immortale. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Sorgenti delle acque, benedite il Signore: lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Fratelli carissimi, preghiamo umilmente il Signore Dio nostro, perché benedica quest’acqua con la quale saremo aspersi in ricordo del nostro Battesimo. Il Signore ci rinnovi interiormente, perché siamo sempre fedeli allo Spirito che ci è stato dato in dono.

Signore Dio nostro, sii presente in mezzo al tuo popolo, che veglia in preghiera in questa santissima notte, rievocando l’opera ammirabile della nostra creazione e l’opera ancor più ammirabile della nostra salvezza. Degnati di benedire quest’acqua, che hai creato perché dia fertilità alla terra, freschezza e sollievo ai nostri corpi.
Di questo dono della creazione hai fatto un segno della tua bontà: attraverso l’acqua del Mar Rosso hai liberato il tuo popolo dalla schiavitù; nel deserto hai fatto scaturire una sorgente per saziare la sua sete; con l’immagine dell’acqua viva i profeti hanno preannunziato la nuova alleanza che tu intendevi offrire agli uomini; Infine nell’acqua del Giordano, santificata dal Cristo, hai inaugurato il sacramento della rinascita, che segna l’inizio dell’umanità nuova libera dalla corruzione del peccato.
Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest’acqua benedetta, il ricordo del nostro Battesimo, perché possiamo unirci all’assemblea gioiosa di tutti i fratelli, battezzati nella Pasqua di Cristo nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

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