la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Martini e Milano: ha amato e pianto

(nella foto arcobaleno sul cielo di Milano, nella sera del 31 agosto 2012, momento della morte del card. Martini)

Riprendo le parole di Angelo Casati, prete ‘minore’ milanese, che è stato vicino, consigliere e collaboratore del card. Martini a Milano in un’intervista apparsa oggi su ‘La Repubblica”.

Ripropongo anche il testo della prefazione di Angelo Casati ad una raccolta di sue omelie che egli a suo tempo dedicò a Carlo Maria Martini

—–

“Ha amato le nostre strade e pianto su questa città” intervista a cura di Zita Dazzi “La Repubblica”, 2 settembre 2012

Don Angelo Casati, classe 1931, sacerdote, poeta, scrittore e molto  altro, é uno di quei preti  milanesi che definire “martiniani” di stretta osservanza,  é forse persino riduttivo. Pur essendo stato un semplice parroco, non un dirigente della Curia ambrosiana, è stato uno di coloro che più da vicino hanno conosciuto e amato Carlo Maria Martini.

Ci racconta il vostro primo incontro?

“Mi sembrò di incrociarlo appena la notizia che era stato eletto vescovo di Milano mi raggiunse nella parrocchia in faccia alle montagne e al lago che mi era stata affidata, San Giovanni, in un quartiere di Lecco. Di lui si diceva che era un biblista ma che a messa andava nelle periferie di Roma. La congiunzione delle due cose mi aveva profondamente affascinato”.

E il primo contatto concreto?

“Avevamo invitato in parrocchia da noi padre David Maria Turoldo, ma per le rimostranze sorte in ambito ecclesiale, padre David declinò fermamente l’invito. Ne fui molto rattristato, scrissi all’arcivescovo per raccontare l’accaduto, senza aspettarmi una risposta. Invece Martini puntualmente mi rispose dicendosi dispiaciuto e confidandomi che avrebbe scritto anche a Padre David per dirgli quanto la cosa l’avesse intristito. Pochi mesi dopo lo incontrai e lui mi venne incontro sorridendomi dai i suoi occhi azzurri, parlandomi di un Vangelo oltre le barricate”.

L’ultima volta che l’ha visto, che cosa le ha detto?

“È stato all’inizio dell’anno, faceva molta fatica a parlare. Ci si raccontò uno dell’altro, poi gli occhi andarono  alla stagione che stiamo vivendo. Mi colpiva la sua lucidità senza sconti né sbavature sui giorni amari e nello stesso tempo la sua fiducia indiscussa. Mi  salutò stringendomi nel suo abbraccio, quasi fosse un sacramento. Era tanto indebolito, che stringendolo, mi prese paura e fargli male”.

A chi non lo conosceva bene, Martini poteva incutere un po’ di soggezione. Com’era nel privato, con gli amici, fuori dalle occasioni ufficiali?

“La sua riservatezza nasceva, a mio avviso, da una dose di timidezza. Non invadeva il campo, non forzava la porta, stava sulla soglia. Ma questo non creava distanze”.

C’era chi lo voleva Papa, ogni volta che usciva la folla lo acclamava. Come viveva Martini la sua crescente popolarità, lui così schivo?

“Non era un uomo in carriera. Anzi spesso metteva in guardia da questa malattia che è la rovina della chiesa. Gli interessava Gesù e il suo Vangelo, fuori dalle astuzie e dalle macchinazioni.  Erano in tanti a parlargli dei loro sogni di una chiesa più libera, più accogliente, più affidata a Vangelo. Condivideva i sogni. Percepiva che molti in lui riconoscevano il sogno. Invitava  a resistere”.

Pur avendo una vita molto piena di impegni ufficiali, Martin amava la solitudine. É vero che usciva di nascosto dalla Curia, cercando di non farsi riconoscere per strada?

“Non solo si prendeva spazi per stare solo, ma li aveva proposti a tutti noi sacerdoti con una lettera sulla “dimensione contemplativa  della vita”, invitandoci a non diventare macchine della produzione, per dare senso alle cose, per viverle senza consumarle in un banale usa e getta. Ricordo che si era riservato il mercoledì mattina per una uscita da Milano e spesso la sosta era sui sentieri delle montagne, a volte anche in parete, anche quella della Medale su Lecco, che scalava alle prime ore del mattino, in compagnia di due gesuiti, Silvano Fausti e Filippo Clerici”.

Quando chiese di andare in pensione e di ritirarsi a studiare a Gerusalemme, Martini sembrava veramente stanco, provato dai difficili anni trascorsi a Mlano, gli anni del terrorismo, della violenza, dell’odio.

“Ha amato queste strade e pianto su questa città. Ma non era un pianto arreso, era il pianto di chi intercede. Raccontava che d notte guardava dall’alto la città, il buio delle strade, le poche finestre illuminate. Che cosa dimorava al di là di quelle finestre: drammi, speranze? Pregava per la sua città”.

Lui, torinese d nascita, arrivò a sentirsi davvero milanese?

“Gli rimanevano le sue radici, scritte anche nella nobiltà del suo animo, ma certamente questa ormai era la sua città. E sentiva che Milano era in ascolto, ben oltre i confini ecclesiastici. E la città era in ascolto perché la sua era una parola libera. Ma non si sentiva imprigionato in questa città, sentiva la responsabilità delle chiese del mondo, che andava a visitare con il suo stile, nella loro ferialità, nella vita ordinaria, lontano da palchi. Desiderava che da ogni visita pastorale fosse tolto l’aspetto esteriore, la formalità. Un popolo lo conosci immergendoti, condividendo un cammino”.

—–

E ora che il tempo
si è fatto breve
e il cuore si consuma
a trattenere la tua immagine
che sembra svanire lontano,
punto rincorso
all’orizzonte estremo,
ora che gli occhi
sono sul mare
come di chi saluta
pur se la vela è scomparsa,
come le pupille dei discepoli
perdute, sul monte,
in un cielo orfano
del volto,
ora so che anche per l’addio
di un pastore di chiese
può ferire e urgere
agli occhi la commozione
e dilatarsi
fino allo spasimare
delle vene dei polsi.
Sei scritto
come sigillo sul cuore
e sul braccio.
Hai amato queste strade
hai pianto
su questa città.
Ci lasci
– ed è testamento-
la lampada della Parola
e il pane del volto.

(dalla prefazione di Angelo Casati “E la casa si riempì del profumo”, Centro Ambrosiano, Milano 2002)

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: