la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

IV domenica di Avvento – anno C – 2012

700217Mi 5,1-4a; Sal 79; Eb 10,5-10; Lc 1,39-45

Beata te che hai creduto all’adempimento delle parole del Signore… La pagina di Luca indica alcune direzioni nelle quali intendere il Natale stesso come occasione per accogliere un dono che non è qualcosa, ma qualcuno, una presenza, dono per un cammino di incontro e di fede.

Alzatasi Maria andò in fretta verso la montagna, verso una città di Giuda… Luca narra i movimenti di Maria prima della nascita di Gesù, eppure è già presente il riferimento a tutto il cammino di Gesù stesso. Luca presenta infatti Maria non solo come la madre di Gesù, ma come la donna credente: è un cammino del credere in rapporto alla morte ed alla resurrezione del profeta di Nazareth. Ella vive un cammino di fede in rapporto a Gesù, nell’accoglienza della chiamata di Dio nella sua vita e nel muoversi nella linea dei poveri di Jahwè.

Non solo Maria è la madre che lo ha partorito ma Luca fa cogliere come Maria sia esempio di quella condizione dei poveri che sono beati perché hanno creduto. Nel suo vangelo si legge: “Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: ‘Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato’. Ma egli rispose: ‘Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la realizzano” (Lc 11,27-28). Maria è per Luca colei che ha ascoltato la parola di Dio e l’ha resa storia nella sua vita.

Alzatasi: alzarsi è il verbo proprio della risurrezione. Maria è ripresa quasi in una istantanea fotografica nel suo alzarsi immediatamente dopo le parole: ‘Ecco la serva del Signore si compia in me secondo la tua parola’. La parola di Dio non è solo soffio di una voce, ma parola che realizza ciò che reca in sé. Dio disse… e la luce fu… E’ creativa perché capace di costituire e trasformare: ha la capacità della poesia nel senso che attua e compie ciò che comunica.

Maria di fronte alla parola risponde con l’atteggiamento dei poveri, nella disponibilità e nell’accoglienza ad un’opera che è di Dio in lei e di lei nell’affidamento in Dio. Per Luca nella piccola storia di Nazareth letta in contrapposizione alla grande storia dei grandi e delle potenze politiche e militari, come evento della parola che trasforma e suscita la fede, sta già una risurrezione. Maria è così presentata nel gesto di un risorgere: alzatasi si mise in cammino. In questi verbi sta per Luca il senso del credere. Un alzarsi e porsi in cammino. Risurrezione è allora movimento che fa alzare e spinge ad  un cammino al di fuori di sé, incontro all’altro. Viene così delineata da Luca  una spiritualità della risurrezione in termini del tutto lontani da una spiritualità della chiusura familistica: è apertura all’altro che attende e ha bisogno, è apertura di cammino per andare.

Per Maria il viaggio si caratterizza come viaggio per visitare. E’ questo un tratto del cammino di ogni credente: prima di ogni altra cosa la parola di Dio suscita un alzarsi per visitare, per recare la gioia e il dono di un incontro. E non solo e non tanto per portare, ma un andare per accogliere, per lasciarsi riempire da qualcosa di nuovo che nell’incontro stesso avviene. Non regali vuoti, spesso inutili e indirizzati a chi solitamente possiede già il necessario e di più ancora, ma il dono dell’andare incontro: sta qui il senso del dono come attitudine non di un momento ma dell’esistenza che si pone in cammino verso l’altro. Una spiritualità della visitazione è una spiritualità che si pone in cammino, che vive lo stesso cammino come dono di volgersi verso, di accoglienza di presenza.

Per Maria si tratta di un cammino per un servizio, per andare a salutare e confortare Elisabetta che in tarda età aveva concepito un figlio, lei che tutti dicevano sterile. Ma è anche un cammino per scoprire che Dio agisce nei poveri e si rende presente come dono di vita e di liberazione laddove c’è solo buio e rassegnazione. E’ un viaggio per scoprire  le tracce di un agire di Dio che rovescia i potenti dai troni ed innalza gli umili, che guarda alla povertà della sua serva, che trasforma l’aridità della sterile nella gioia di colei che scopre la fecondità inattesa della propria esistenza.

Maria è così presentata da Luca come donna di fede: beata colei che ha creduto. Non si tratta solamente di un momento ma di un intero percorso di vita. Maria non solo ha creduto ma continua a credere, anche nella crisi.

Viviamo oggi un Natale in tempo di crisi: Luca presenta Maria come donna di fede che nel tempo della crisi sa riconoscere i segni della promessa di Dio e sa farsi carico della responsabilità del servizio. Mettendosi in cammino. Aprendosi ad accogliere un incontro, a visitare.

Nel cammino del servizio, ci dice Luca in questa pagina, nel cammino di una vita che si concepisce nella dimensione della visita e della apertura all’altro, della cura sta già il seme della risurrezione, sta già il movimento della risurrezione.

Alessandro Cortesi op

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