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commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Buona Pasqua

DSCF4922Agli amici, a tutti coloro che seguono questo blog un caro augurio di buona Pasqua.

“Vorrei parlarvi a lungo di tombe vuote, come grembi vuoti dopo il parto. Di macigni che rotolano dall’imboccature dei sepolcri, liberandone la preda. Di pianti accesi di donne che cercano tra i morti il vivente.
Vorrei parlarvi a lungo di primavere che irrompono e di segni di tempi interiori o di stagioni spirituali fiorenti sotto l’urto della grazia. Di albe incantate che mutano il lamento degli uomini.
Vorrei parlarvi a lungo di Lui, risorto con le stigmate del dolore. Di schiavitù sconfitte. Di catene rotte. Di abissi inebrianti di libertà.
Ma come tradurrò in termini nuovi l’annuncio di liberazione, io successore degli apostoli?
Ecco, forse solo con una preghiera.
Aiutaci, Signore, a portare avanti nel mondo e dentro di noi la tua Risurrezione” (don Tonino Bello)

“Siamo in tempo pasquale e io, Signore, ti ho già chiesto cos’è la morte e la resurrezione; e come le due cose s’incrocino, entrano quasi una nell’altra: la vita risorta, probabilmente cominciando ancor prima che la mortale sia finita. Ma oggi, nell’onda della resurrezione trionfante – dei fiori che germogliano e che sbocciano, degli insetti che ronzano, delle farfalle che veleggiano, con i colori dell’arcobaleno dipinti sulle ali; e delle scadenze liturgiche che celebrano la resurrezione del Signore – in quest’ondata trionfante di vita che sconfigge la morte, vorrei domandarti, Signore come sarà quella vita futura che attendiamo e che forse già cominciamo misteriosamente a vivere ma che vivremo disvelata dopo il sipario della morte. Vorrei domandartelo, Signore, vorrei saperlo perché talvolta mi spaventa, come spaventa l’ignoto. (…) E della luna. Già: la luna. Non ce la ruberai, per caso, la luna, in paradiso? Mi sembrerebbe un paradiso triste senza questa dolce pellegrina della notte che scandisce il tempo con i suoi quarti, la sua pienezza luminosa, la sua oscura rinnovazione quando, come nella notte di Pasqua, morte e vita si incontrano e la luna vecchia che termina coincide con la luna nuova che ricomincia il ciclo del suo peregrinare in cielo. Io, la luna, ce la vorrei di là, e anche le nuvole del cielo; e gli animali sulla terra (…) Forse Signore, il mio è un paradiso troppo umano; ma non ci hai fatto tu uomini? Non ce le hai date tu queste cose? Noi siamo impastati con la terra; perciò, con noi, deve risorgere anche la terra: quei cieli nuovi e quelle terre nuove che ci hai promessi e di cui parlano i profeti” (Adriana Zarri)

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