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commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Ascensione del Signore – anno C 2016

Predrag Vujanovic.jpg(cappella minimalista – arch. Predrag Vujanovic – Serbia)

At 1,1-11; Eb 9,24-28; 10,19-23; Lc 24,46-53

L’intero vangelo di Luca è strutturato attorno al tema del viaggio di Gesù verso Gerusalemme. E’ una salita: Gerusalemme è infatti posta in alto, sul colle di Sion e nel pellegrinaggio che radunava soprattutto per la festa della Pasqua ogni anno coloro che si recavano alla città santa la scorgevano da lontano come meta posta in alto. Tanti salmi cantano l’ascensione verso il tempio di Dio al centro della città.

Gesù è presentato da Luca nel momento della sua scelta di dirigersi con decisione verso Gerusalemme nella consapevolezza che lì avrebbe incontrato ostilità e condanna: “Mentre stavano per compiersi i giorni della sua ascensione, Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme” (Lc 9,51). Anche nell’episodio della trasfigurazione, nel dialogo tra Mosè e Elia “parlavano dell’esodo che Gesù avrebbe portato a compimento a Gerusalemme” (9,31).

La salita di Gesù, si compie nel suo andare verso il Calvario fin sulla croce. Dopo la morte, il suo risvegliarsi dal sonno della morte, il suo ‘alzarsi’, la risurrezione, è presentata come salita alla destra del Padre: “Gesù li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio” (Lc 24,52-53).

Ascendere è movimento di salita che rinvia all’intera esistenza di Cristo: tutto il suo percorso è una salita. Dalle strade di questa terra sale fino alla destra del Padre. Il cielo, simbolo del luogo del divino, è luogo dove Gesù vive ora nella condizione del ‘vivente’ (è questo il titolo con cui Luca indica il risorto. Il Padre conferma questo con la sua azione di potenza: ‘…Gesù fu portato verso il cielo’ dice Luca utilizzando il passivo segno della azione di Dio. Il suo ‘salire’ si attua nel portare con sé tutto al Padre. Mentre sale Gesù benedice: la sua presenza non sarà più sulla terra, d’ora in poi sulla terra si svolgerà la missione di coloro che sono investiti della forza dello Spirito Santo e vivranno nella speranza del suo ritorno.

Nella ascensione Luca offre una lettura teologica della nuova vita di Gesù oltre la morte e della vicenda della chiesa.

Gesù è nella comunione con il Padre, e dona la forza dall’alto, il dono dello Spirito per poterlo incontrare in modo nuovo e per leggere la storia come disegno di Dio che chiama alla comunione con Lui.

La lettera agli Ebrei vede nella corporeità di Gesù risorto una strada che si apre per un salita nel nuovo tempio, il tempio celeste, il tempio della comunione con Dio. Non ci sono più esclusi o condizioni particolari per entrarvi: Gesù con il suo sangue, cioè con la sua vita, ha aperto una strada nuova. E’ una via con i tratti di un vivente: è Gesù, nella sua corporeità, la via nuova e vivente che si fa percorso della nostra libertà.

“Avendo, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne…. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso”.

Alessandro Cortesi op

reidersche_tafel Tavoletta in avorio ca. 400 d.C. – Bayerisches Museum, München ca 400 ad.jpg

reidersche_tafel Tavoletta in avorio ca. 400 d.C. – Bayerisches Museum, München ca 400 ad.jpgreidersche_tafel Tavoletta in avorio ca. 400 d.C. – Bayerisches Museum, München ca 400 ad.jpgTavoletta in avorio ca. 400 d.C. – Bayerisches Museum, München ca 400 ad.jpgTavoletta in avorio ca. 400 d.C. – Bayerisches Museum, München ca 400 adReidersche_Tafel_c_400_AD

Ascensione

L’ascensione viene raffigurata in alcune antiche opere alla fine del IV secolo. Uno tra gli esempi più antichi è l’immagine di una tavoletta di avorio, forse di provenienza dell’Italia settentrionale, conservata al Bayerisches Museum di Monaco.

Nella tavoletta Cristo è raffigurato nella parte destra in alto nell’atto di salire, le gambe in tensione, il lembo della tunica che svolazza alle spalle,  in un movimento assai dinamico quasi a superare con un salto l’ultimo passaggio tra terra e cielo. Con la mano destra afferra una mano che dall’alto esce dalla nube e lo afferra saldamente. Gesù è sul declivio di un monte e quasi sta spiccando un salto verso il cielo: la mano che fuoriesce dalla nuvole è allusione alla mano di Dio Padre.

Al di sotto, due apostoli in posizioni diverse assistono all’evento. Uno dei due si china nascondendosi il volto tra le mani indicando così  quanto sta avvenendo è rivelazione di qualcosa di grande. L’altro discepolo ha il volto rivolto verso Gesù che sale ed apre le braccia mostrando le palme delle mani in segno di meraviglia e stupore. Questa descrizione dei testimoni dell’evento sembra rinviare alle figure che apparivano nelle raffigurazioni di apoteosi. Qui tuttavia vi è quasi un’allusione alla posizione dei discepoli nelle scene trasfigurazione. Gesù è rappresentato con in mano un rotolo della legge: potrebbe essere rinvio a Mosè che sul monte riceve da Dio le tavole della Legge, e il tratto proprio della sua azione di maestro di sapienza. La mano forte di Dio che afferra Gesù nel suo salire indica l’ascensione come opera del Padre.

La tavoletta d’avorio riporta nella parte inferiore la raffigurazione della visita di tre donne velate e titubanti al sepolcro. Questo è raffigurato quale costruzione formata di una parte inferiore quadrata con una porta chiusa e una parte superiore a pianta rotonda con colonnine e tondi in cui si intravedono busti scolpiti sopra i capitelli. Compare la presenza di una figura seduta che indica alle donne che Gesù non è lì: è rinvio all’episodio della visita al sepolcro il mattino di Pasqua. La figura dell’angelo indica alle donne di non cercare il vivente tra i morti. Il monumento allude al sepolcro attorno al quale sono raffigurati i profili di due soldati romani: uno di essi appare addormentato e chino, l’altro, vestito del mantello reca una lancia.

Sopra la costruzione a pianta rotonda allusione al sepolcro di Cristo, si staglia un albero rigoglioso con rami frondosi e carico di frutti. Due uccelli stanno beccando i suoi frutti. E’ forse allusione all’albero del regno di Dio, che prende vita e cresce nella fecondità della risurrezione ed offre nutrimento per la vita dell’umanità, simboleggiata dagli uccelli che possono nutrirsi dei suoi frutti.

La struttura della scena della tavoletta nei vari momenti – la custodia del sepolcro, l’annuncio dell’angelo nella visita delle donne e la salita di Gesù al Padre – suggerisce di leggere il movimento dell’ascensione quale aspetto dell’unico evento della Pasqua del Signore.

Alessandro Cortesi op

 

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