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commenti alla Parola della domenica e riflessioni

‘La resurrezione’ di Adriano Veldorale a san Domenico di Pistoia

“Resurrezione è una scultura composta da triangoli in ferro saldati fra loro, che rappresenta il velo che copre un corpo immaginario nell’atto di elevarsi in ascesa. (…) Con la sua opera Veldorale ci insegna come si possono plasmare materiali rigidi per antonomasia, quale il ferro, per ‘frantumarli’, disgregandoli in triangoli (paradossalmente forma indeformabile) e poi ricomporli, traendone come risultato una stoffa malleabile e adatta a descrivere con efficace versatilità l’intimismo di un’emozione” (Caterina Morelli, Prefazione in Adriano Veldorale, Resurrezione, ed. Settegiorni, Serravalle Pt 2017,6)

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(…) Non è questo che resterà di quello che ero. / Risorgerò. / Mani a lungo sterili, appese a braccia abbandonate alla terra / tornerano a cercare, a sentire, / torneranno a creare, / trasformando il male in conforto e forza, / pietre su cui rialzarsi / su cui ricostruire. / Tornerò a gioire nel sentire freddo  / ricordando il vero calore. (…)

(Adriano Veldorale, Resurrezione)

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“Guardandola, il pensiero volge subito al drammatico e toccante Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, la cui solenne bellezza sgorga dalla marmorea freddezza in cui lo immortalò lo scultore napoletano. Scegliendo la trama a maglia di ferro, Veldorale conferisce al suo eroe un’affascinante, inconsueta levità (…) Resurrezone racchiude l’impeto dell’uomo al risveglio fisico e morale, a quella rinascita che significa rinnovamento attraverso la lezione del passato…” (Niccolò Lucarelli, Quell’etermo risorgere ed elevarsi, ibid. 14)

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“Promuovere il progetto Resurrezione: percorsi di rinascita sociale per persone con disagio psichico è stato un segnale di speranza per l’associazione Oltre l’orizzonte, che da anni opera per il miglioramento della qualità di vita dei sofferenti psichici e per l’innovazione nei servizi, che a loro dedicano i nostri ordinamenti (…) la ‘resurrezione’ dall’autoesclusione e dalla morte civile dipende sì da ciasuno di noi, ma anche dalla rete di sostegno che sta intorno: dai familiari, dagli amici, dai servizi sociosanitari, dalla comunità in tutte le sue articolazioni, dai mezzi di comunicazione…” (Kira Pellegrini, Costruire e ricostruire percorsi di vita nonostante i disturbi psichici, ibid. 7)

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