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commenti alla Parola della domenica e riflessioni

XX domenica tempo ordinario – anno C – 2019

2c0b8c93-bd5c-49d8-b5c1-ac215616601bGer 38,4-6.8-10; Ebr 12,1-4; Lc 12,49-57

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso. C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!”

Gesù parla della sua passione come di una ‘immersione’: è un battesimo. Le acque evocano il sovrastare della sofferenza che Gesù patisce nel portare fino in fondo la sua fedeltà al regno di Dio. Questo battesimo è attesa non senza paura e angustia: Gesù di fronte alla passione è consapevole dell’ostilità che si concentra attorno a lui. Non la affronta come un eroe. E’ invece deciso a non venir meno nella fedeltà al Padre nel portare il regno di Dio. Il suo desiderio è che il fuoco che egli è venuto a portare sia acceso. L’immagine del fuoco poteva far riferimento alla parola dei profeti (cfr. Ger 5,14 ad es.) alla fine dei tempi ed al giudizio (Is 66,15; Lc 3,) al dono dello Spirito: Luca presenta infatti le fiamme di fuoco che si dividono e si poggiano sul capo di ciascuno degli apostoli nel mattino della Pentecoste (At 2,3).

Il dono dello Spirito, di purificazione e rinnovamento, è così desiderato come frutto del battesimo, dell’essere immerso nella passione. Gesù, secondo Luca, vive questo desiderio unitamente all’angoscia. C’è un senso della gravità di quest’ora. Da qui anche sorge l’esigenza del prendere posizione di fronte a Gesù e la divisione che ciò comporta: “D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre”. Aderire a Gesù, alla sua persona, conduce a scelte che fanno rifuggire dall’indifferenza.

Le prime comunità si trovarono ad affrontare scelte e ad esse si rivolge Luca. Seguire Gesù non pone ‘contro’ qualcuno, non crea ostilità o rifiuto. L’accento è piuttosto sulla fedeltà a lui che fa sorgere motivi che distinguono i cammini. Luca nel suo vangelo è chiaro nel proporre la linea del discepolo di Gesù come uno stile di testimonianza mite e non violenta, aperta al perdono, anche di fronte al rifiuto. E’ la testimonianza di Gesù stesso davanti alla sua passione.

Luca è consapevole della radicalità della scelta che implica seguire Gesù e della divisione che può produrre proprio perché coinvolge tutta la vita. Ma rimane un seguire Gesù sulla via del suo ‘battesimo’, condividendo il desiderio del dono dello Spirito, con mitezza e sguardo di pace sul mondo, anche verso chi oppone il rifiuto o non comprende.

Alessandro Cortesi op

IMG_5256Incompatibilità

Propongo la lettura di una parte della lettera aperta scritta dal gruppo ecclesiale ‘Camminare insieme’ di Trieste dal titolo Un cristianesimo senza Vangelo non è neppure pensabile (in Avvenire, 13 agosto 2019):

“(…) Non possiamo però più tacere lo scivolamento, purtroppo anche di alcune componenti della Chiesa, laiche e pastorali, italiane ed europee, in una visione, in un linguaggio e incomportamenti, silenti o espliciti, che intendono contrastare apertamente le scelte e le parole di papa Francesco, ma soprattutto quelle del Vangelo. Avvertiamo il dovere non solo di condividere la pastorale del Papa, illuminata e riumanizzante, ma di segnalare alcune posizioni che riteniamo distanti dalla fede nel Signore.

Ripensando al Gesù che i Vangeli ci mostrano in cammino lungo le strade della Palestina ad annunciare Il Regno di Dio e a guarire quanti hanno bisogno di cure (Lc 9,11); al Gesù che ci invita ad amare anche i nemici, a non giudicare (Lc 6 e Mt 5), a essere misericordiosi come il Padre (Lc 6,36); al Gesù che offre il suo sangue per la salvezza di tutti (Mt 26,28) e muore sulla croce senza rancore verso coloro che lo hanno condannato (Lc 23,34), promettendo il paradiso a un malfattore (Lc 23,43); al Gesù che per questa sua morte e questa sua vita ha ottenuto il nome che è al di sopra di ogni altro nome (Fil 2,9), riteniamo di poter dire che: sono incompatibili Vangelo e xenofobia, come sentimento di rifiuto del fratello straniero, e innumerevoli sono le conferme di questo in tutta la Bibbia; sono incompatibili Vangelo e nazionalismo, come esaltazione unica di un popolo e come indifferenza verso altri popoli, come Paolo VI dichiarò fin dal 1967; sono incompatibili Vangelo e omofobia, Vangelo e disprezzo di altre forme di religiosità, come rifiuto del fratello; sono incompatibili Vangelo e distacco superbo e pregiudiziale da ogni ricerca diversa, anche non religiosa; sono incompatibili Vangelo e intreccio equivoco con il potere assoluto di qualunque natura, specie di natura corruttiva; sono incompatibili Vangelo e ostentazione di ricchezze e mancata sobrietà di vita economica, personale o istituzionale; sono incompatibili Vangelo e disinvolta accettazione o indifferenza verso povertà, disuguaglianze, vittime di violenze, di guerre odi esodi sofferti; sono incompatibili Vangelo e disimpegno verso il decadimento ambientale del creato.

Esprimiamo perciò preoccupazione per la presenza di un cattolicesimo che tale non è nella sostanza, ma spesso solo nella forma, già archiviato a suo tempo dallo stesso Magistero nel Concilio Vaticano II (…)”

 

 

 

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