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commenti alla Parola della domenica e riflessioni

In ricordo di un amico scout

Celebrazione delle esequie di Mauro Santini

chiesa di san Domenico Pistoia – 12 febbraio 2020

A questo link il foglietto della celebrazione CELEBRAZIONE ESEQUIE Mauro Santini

spianessa 100All’inizio

Quando busserò alla tua porta…

Siamo qui per salutarti Mauro, e lo facciamo con il cuore. Ti accompagniamo a bussare alla porta della casa del Signore dove ci sono molti posti e dove tu porti le gioie e le fatiche della tua lunga vita. Viviamo questa Eucaristia in tanti insieme. E l’esserci è segno di grande affetto, di legami che non vengono meno. Siamo attorno a te e ai tuoi familiari. E ti affidiamo al Signore portando con te le ceste di dolore e i grappoli d’amore, la strada che hai percorso, i tuoi piedi e le tue mani…

E’ questo un momento di grande fiducia e di speranza e vuole essere la tua festa Mauro. Il prossimo 8 marzo avresti compiuto 90 anni: ci stavamo preparando per organizzare una festa per dirti affetto e gioia per la tua amicizia. La viviamo ora attorno a te, affidandoti al Dio della gioia. Portiamo ora nel canto il nostro affidamento e la richiesta di perdono per ogni fragilità e mancanza….

Dal libro del profeta Baruc (Bar 3,9-4,4)

Impara dov’è la prudenza, dov’è la forza, dov’è l’intelligenza, per comprendere anche dov’è la longevità e la vita, dov’è la luce degli occhi e la pace. Ma chi ha scoperto la sua dimora, chi è penetrato nei suoi tesori? (…) Ma colui che sa tutto, la conosce e l’ha scrutata con la sua intelligenza, colui che ha formato la terra per sempre e l’ha riempita di quadrupedi, colui che manda la luce ed essa corre, l’ha chiamata, ed essa gli ha obbedito con tremore. Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia e hanno gioito; egli le ha chiamate ed hanno risposto: “Eccoci!”, e hanno brillato di gioia per colui che le ha create. Egli è il nostro Dio, e nessun altro può essere confrontato con lui. Egli ha scoperto ogni via della sapienza e l’ha data a Giacobbe, suo servo, a Israele, suo amato. Per questo è apparsa sulla terra e ha vissuto fra gli uomini. Essa è il libro dei decreti di Dio e la legge che sussiste in eterno; tutti coloro che si attengono ad essa avranno la vita, quanti l’abbandonano moriranno. Ritorna, Giacobbe, e accoglila, cammina allo splendore della sua luce.

IL SIGNORE E’ IL MIO PASTORE (salmo 23)

Il Signore è il mio pastore / nulla manca ad ogni attesa / in verdissimi prati mi pasce / mi disseta a placide acque.

È il ristoro dell’anima mia / in sentieri diritti mi guida / per amore del santo suo nome / dietro lui mi sento al sicuro

Pur se andassi per valle oscura / non avrò a temere alcun male / perché sempre mi sei vicino / mi sostieni col tuo vincastro.

Quale mensa per me tu prepari / sotto gli occhi dei miei nemici / e di olio mi ungi il capo / il mio calice è colmo di ebbrezza.

Bontà e grazia mi sono compagne / quanto dura il mio cammino / io starò nella casa di Dio / lungo tutto il migrare dei giorni

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 12,3-13)

Per la grazia che mi è stata data, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto conviene, ma valutatevi in modo saggio e giusto, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. 4 Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, 5 così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri. 6 Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; 7 chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento; 8 chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; 10 amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. 11 Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. 12 Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. 13 Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità.

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 7,24-27)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. 26 Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”.

Parola del Signore

29917a2c-3555-47fc-b031-77aa2976bfa5Omelia

“Al cader della giornata…” sono queste le parole che tante volte abbiamo cantato insieme quando eravamo riuniti attorno al fuoco sotto le stelle. “Te nel bosco e nel ruscello, Te nel monte e Te nel mar, Te nel cuore del fratello, Te nel mio cercai d’amar”: nella natura e nel respiro del creato, nell’incontro con i volti degli altri si vive un incontro con il Dio della creazione.

Impara dov’è la prudenza,
dov’è la forza, dov’è l’intelligenza,
per comprendere anche dov’è la longevità e la vita,
dov’è la luce degli occhi e la pace.
15 Ma chi ha scoperto la sua dimora,
chi è penetrato nei suoi tesori? (Bar 3,14-15)

Queste parole della prima lettura del profeta Baruc ci aiutano a scorgere un grande dono presente nella tua vita Mauro: è quella sapienza che tu hai ricercato, che inseguivi come luce interiore. Tu sapevi riconoscere i versi degli animali, i rumori del bosco, sapevi seguire le tracce dei sentieri e quando eri più giovane avevi assaporato il gusto di salire sulle cime sulla roccia, l’ebbrezza di veleggiare in mare aperto inseguendo il vento. Venivi da Lucca e hai sempre mantenuto il ricordo dei tuoi monti, le Apuane e del mare che tu conoscevi. Amavi la montagna, in gioventù avevi vissuto avventure che ricordavi e raccontavi con nostalgia, quelle avventure che con pochi mezzi e tanta forza ed entusiasmo si potevano vivere.

In questa tua passione per la natura, per il silenzio dei boschi, per i profili delle montagne e per la luce dei tramonti tu scrutavi quella sapienza che è come una bambina che corre e risponde al Dio delle grandi e delle piccole cose e nel tuo cuore era presente una ricerca di colui che sa tutto e sta all’origine di ogni cosa.

32 Ma colui che sa tutto, la conosce
e l’ha scrutata con la sua intelligenza,
colui che ha formato la terra per sempre
e l’ha riempita di quadrupedi,
33 colui che manda la luce ed essa corre,
l’ha chiamata, ed essa gli ha obbedito con tremore.
34 Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia
e hanno gioito;
35 egli le ha chiamate ed hanno risposto: “Eccoci!”,
e hanno brillato di gioia per colui che le ha create. (Bar 3,32-35)

Tu che amavi le stelle sapevi commuoverti quando le stelle brillavano nelle notti di estate. Quanti lupetti e coccinelle sono stati guidati da te ad imparare come si percorre un sentiero, a quanti hai insegnato nelle notti limpide dell’Appennino a scorgere le stelle indicando i nomi delle costellazioni, con il tuo raggio laser puntato verso l’infinito parlando della Lira, del Cigno e di Ofiuco.

Possiamo dire grazie per la tua vita Mauro perché nel tuo cammino hai lasciato spazio a quello che la seconda lettura ci ha ricordato: “anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri” (Rm 12,5).

E come Paolo dice nella prima lettera ai Corinzi: 4 Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5 vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; 6 vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 7 A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune (1Cor 12,4-7).

Ti piaceva vivere in comunità, senza avere tante cose, ma condividendo e partecipando ad un progetto comune, per costruire un mondo più bello, e per tessere reti di relazioni.

“Te nel volto del fratello te nel mi cercai di amar…”: nella tua esistenza e nel volto dei fratelli e sorelle, hai cercato di amare, hai percorso sentieri che ti hanno portato a scoprire quell’amore non egoistico e chiuso, ma l’amore fatto di gratuità e di rispetto per ognuno.

“Nel volto di ogni uomo e donna da riconoscere come fratelli e sorelle, non solo i nostri simili o vicini, ma tutti, soprattutto i poveri, Te ho cercato di amare”: è stata questa la tua esperienza e il tuo desiderio Mauro, che il Signore oggi accoglie.

Avevi scoperto la bellezza del volontariato. Proprio in questi giorni il presidente Mattarella a Padova capitale europea del volontariato 2020 ha ricordato i tratti di quell’esperienza fondamentale che è il volontariato:

“Persone accanto ad altre persone, che vivono e sviluppano il senso della comunità, appunto, il senso dello “stare accanto”. Commette un errore chi pensa che l’impegno volontario, e i valori che esso trasmette, appartengano ai tempi residuali della vita e che non incidano sulle strutture portanti del nostro modello sociale. Al contrario, la dimensione della gratuità, unita alla responsabilità civica e a un forte desiderio di condivisione, produce riflessi e crea interrelazioni con ogni altro ambito della vita sociale”.

Insieme a te Mauro abbiamo imparato il valore dello ‘stare accanto’… Quanto affetto unito a questo impegno ci ha legato e ci lega. Sei stato per tutti noi una presenza originale: come un nonno, come un babbo, ma anche come fratello e amico. Hai vissuto la tua giornata incontrando nello scoutismo l’ambiente in cui esprimere i tuoi doni, le tue passioni. Eri capace di fare tante cose, abile nel maneggiare attrezzature, nell’aggiustare, nel costruire. Non sapevi stare fermo e le tue mani erano sempre all’opera. Nel tuo pensare esprimevi una intelligenza pratica e progettuale. Hai scoperto che i doni che abbiamo possono essere condivisi e posti al servizio per educare altri, per una crescita nel saper fare e in umanità.

E questa tua capacità l’hai espressa soprattutto in quella grande avventura che per l’AGESCI di Pistoia è stata e continua ad essere la costruzione della casa di Spianessa. Ti piaceva ricordare che l’avevi individuata tu quella casa. E forse ci avevi anche sognato su quel rudere cinquant’anni fa immaginando ciò che sembrava impossibile… che divenisse un luogo di condivisione, di amicizia, di comunità. E il tuo lavoro, la tua energia l’hai messa lì, nell’essere sempre presente, fino all’ultimo campo di lavoro di giugno scorso, fino alla raccolta della legna di settembre nonostante i tuoi acciacchi. Sempre presente quando ci si allargava al cerchio o seduti stretti nelle panche della cappella mentre venivi a sederti con il tuo andare un po’ barcollante. E tu come uno dei tanti rover e scolte portavi la tua parola nelle condivisioni e nelle preghiere e sapevi lasciar parlare il cuore. Era questa tua semplicità che è stata per noi dono. La semplicità di chi desidera costruire per altri.

“chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25 Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia”.

Spianessa per te e per tutti noi è questo sogno, segno di qualcosa di più grande: perché Spianessa è una casa che respira in ogni mattone, e in ogni trave di legno, del lavoro di tutti. E’ infatti una casa che intende essere spazio di accoglienza. Non un luogo di villeggiatura o dove si portano i bambini a giocare, ma un luogo in cui imparare a vivere insieme, a sperimentare la gratuità, il servizio. Casa sulla roccia in cui imparare un rapporto di cura per il creato, in cui apprendere a condividere, a pensare agli altri, ad ascoltare la Parola di Dio, a fare comunità, ad essere uomini e donne responsabili della società. Spianessa è esperienza in cui con gratuità competenze diverse vengono poste al servizio di una casa comune. Questo tu Mauro l’avevi intuito e lo sapevi, con quella sapienza del cuore che non ha bisogno di parole difficili. Esprimevi questo nel tuo esserci, nel tuo interessarti, nel tuo impegnarti, nel tuo aver sempre in mente un progetto nuovo, con l’entusiasmo di bambino.

Avevi mantenuto anche nell’età in cui di solito ci si rattrista e ci si ripiega una energia serena: l’energia dei giovani. Era ciò che ti faceva scintillare gli occhi quando comunicavi una tua idea di miglioramento della casa, sperando che anche gli altri accogliessero le tue proposte. Avevi mantenuto, Mauro, il gusto di pensare agli altri che vengono dopo di noi, a non soffermarti su te stesso e sui tuoi acciacchi. Amavi stare insieme anche quando il venir meno dell’udito non ti permetteva più di seguire i discorsi di coloro che stavano vicino a te.

Questo è un altro insegnamento di cui dirti grazie e da affidare al Signore. Credevi nell’importanza di Spianessa perché lassù, nel condividere l’essenzialità di una vita insieme senza grandi comodità, potendo vedere l’alba e il tramonto verso il Libro aperto, avevi scoperto come ogni persona è importante, è volto unico e originale ed è possibile incontrarsi riscoprendo l’umanità che ci accomuna in una sola famiglia. La montagna è maestra per questo. Sapevi scorgere anche nei più piccoli un volto prezioso.

Per questo ti facevi benvolere da tante e tanti e alcuni hanno avvertito nella tua presenza il volto di un babbo o di un nonno perduto. E lo sei stato con discrezione e non nascondendo anche i difetti del tuo carattere. E sapevi avere la delicatezza di insegnare ad usare un martello o un falcetto a chi non l’aveva mai preso in mano: e facevi sentire importante chi ti reggeva i tronchi di legno mentre sistemavi la staccionata con il tuo metodo di unire i tronchi con le viti filettate. Eri un maestro, Mauro, senza pretesa di esserlo e senza volerlo essere, perché ti sentivi un bambino.

Avevi scoperto il segreto della vita, l’amicizia: quell’amicizia che è il cuore della vita di Gesù che ha detto ‘Non vi ho chiamati servi ma amici…’ e ha vissuto l’amicizia sino a dare la vita per tutti. Sentivi che l’amicizia è come un sacramento, un’esperienza tangibile in cui si respira qualcosa di più grande, il soffio di un incontro con Gesù, testimone dell’amore.

La morte ti ha raggiunto improvvisamente Mauro, in un primo pomeriggio di un giorno assolato di febbraio mentre camminavi con il tuo bastone. Desideriamo ricordare nella preghiera anche chi guidava quell’auto che ti ha investito, senza accorgersi di quanto stava accadendo. Possiamo pensare il dolore e il rimorso suo e della famiglia. Chiediamo al Signore per tutti la consolazione che solo Lui può dare e la pace.

Ora Mauro ti ricordiamo con affetto ed anche con gioia. La tua lunga vita è stata una vita bella, ricca di volti, di persone, di affetto, di cui eri contento e riconoscente al Signore. Possiamo ripetere con te “Se il Signore non costruisce la casa invano si affaticano i costruttori…” Possiamo chiedere per te di incontrare faccia a faccia il volto di Dio amicizia, riflesso nell’amicizia che tu hai assaporato nelle tante persone con cui hai condiviso tratti di strada e di incontro. E noi ci stringiamo insieme a pregare per te e con te.

La tua lunga giornata è giunta al tramonto. Il tempo che ci è dato è un’occasione. Il Signore ci faccia camminare ancora come abbiamo camminato insieme a te. “Insieme… per strade non battute”, insieme a scoprire ciò che nessun libro può insegnare che l’amore è il senso della vita…

Possiamo ora ringraziare con te il Signore perché anche tutti noi al termine della nostra giornata terrena possiamo cantare: “tu l’avesti a noi donata bene spesa fu per Te….”

Alessandro Cortesi op – 12 febbraio 2020

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