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commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Mercoledì delle ceneri – 2020

IMG_6870“Ritornate a me con tutto il cuore…” è l’invito che apre questo tempo di quaresima. Ritornare è movimento di conversione. Implica un fermarsi, una ricerca del giusto cammino, l’intraprendere una strada nuova. Tornare per riandare ad un’esperienza iniziale di incontro con Dio che per Israele è stata la liberazione dall’Egitto dove si è scoperto popolo in cammino chiamato a seguire Dio e servirlo. Nel percorso tante cose si sono sovrapposte alla meraviglia del dono di un incontro e di una chiamata , alla disponibilità a cercare Dio quale tesoro della propria vita, all’affidamento radicale del credere. Siamo invitati a riconoscere che ci siamo allontanati dallo stare con Lui, dal riconoscere la sua presenza nei nostri giorni, dall’ascolto della sua Parola. La quaresima invita ad un primo movimento di verità nella vita di ognuna o ognuno di noi. Ritornare non è movimento facile o che tocca aspetti marginali dell’esistenza, ma investe il cuore: “ritornate a me con tutto il cuore”: nel coinvolgimento del cuore sede delle scelte, degli orientamenti fondamentali dell’esistenza.

“ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso”. Ritornare è movimento che conduce a mettere Dio al centro, a scoprire il volto di un Dio di misericordia che non condanna ma accoglie, desidera aprire cammini di liberazione conosce la nostra debolezza e perdona.

“Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo”. Come Dio è un Dio che ama con cura e attenzione così a noi chiede di far nostra la sua cura per la terra. Come Dio è un Dio di compassione per il suo popolo, così a noi chiede di essere capaci di compassione. Compassione per gli altri vicini e compassione per quel popolo di Dio presente e nascosto nell’umanità. Quaresima apre ad uno sguardo decentrato da noi stessi, coinvolto nello stile di Dio.

“Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. Quaresima è momento favorevole nel nostro cammino per aprirci ad un’opera che non è nostra. E’ Dio che ci ha riconciliati con lui in Cristo “Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione”. La chiamata a ritorno, la conversione, ci coglie nella situazione di essere non riconciliati: non riconciliati con noi stessi, non riconciliati tra di noi, non riconciliati nei rapporti tra i popoli, non riconciliati nella relazione con la terra.

Riconciliare è l’opera di Dio: è dono che viene da Dio e la vita nuova del cristiano, essere nuova creatura, si apre nell’accogliere tale dono. Non ripiegati in se stessi, chiusi nelle pretese di difesa del proprio io ma aperti a legami comunitari, a trasmettere il servizio della riconciliazione.

Nella quaresima, quaranta giorni di un cammino tutto orientato verso la Pasqua, siamo invitati ad una riscoperta di Gesù e del suo vangelo, del significato per noi della sua croce, del suo amore vissuto fino alla fine. Ed insieme una riscoperta del nostro battesimo come dono da far fiorire in scelte nella vita, della nostra autenticità, del nome ricevuto come promessa. “Ci ha riconciliati per mezzo di Cristo e ha affidato a noi l’opera della riconciliazione”.

La quaresima è momento favorevole per vivere gesti concreti di relazioni nuove, con gli altri, con Dio, con la terra. Sono i gesti dell’apertura all’altro, della condivisione della vita dei poveri: “mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”. Sono i respiri della preghiera come esperienza di incontro con Dio che chiede ascolto e accoglienza nel cuore: “quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo…”.

Sono le scelte di sobrietà, di limitazione dei mezzi che usiamo per ricercare ciò che è essenziale liberandosi da quanto appesantisce la nostra vita e la rende incapace di ospitalità: “quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto”. Sono i gesti per vincere la ipocrisia togliendo le maschere e recuperare la semplicità di una vita secondo il vangelo.

“Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!”.

Alessandro Cortesi op – san Domenico di Fiesole 26 febbraio 2020

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