la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

XII domenica tempo ordinario – anno A – 2020

img_8355Ger 20,10-13; Rom 5,12-15; Mt 10,26-33

Il testo di Geremia risuona di echi personali. E’ una confessione del profeta che parla di se stesso. La sua storia è stata segnata da una chiamata dalla parola di Jahwè che si è posata sulle sue labbra.

Questo incontro l’ha spinto a vivere situazioni che mai avrebbe immaginato. Strappato ad una condizione di tranquillità ha dovuto affrontare pericoli minacce, conflitti e crisi. Più volte confessa di aver pensato di abbandonare tutto e non pensare più all’impegno di testimoniare la parola di Dio.

Tuttavia continua a sentire nel suo cuore un fuoco ardente. Nonostante la minaccia e l’oppressione dei nemici sa che Dio è al suo fianco come presenza che gli dà forza e i nemici non potranno prevalere. E’ un testo di profonda fiducia pur in una situazione di prova.

Il Signore scruta i cuori e il profeta gli ha affidato la vita: “cantate inni al Signore, lodate il Signore perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori”. Non nasconde la crisi, anche la sua rivolta interiore, ma sa che la sua vita è segno vivente dell’incontro con il Dio fedele e liberatore.

Matteo raccoglie gli insegnamenti di Gesù sulla missione in alcune pagine del suo vangelo (capp. 9-10). Il filo rosso è l’invito alla fiducia e all’abbandono. Gesù parla dei passeri, che si potevano mangiare ed erano venduti per uno spicciolo di rame. E parla di Dio, il Padre come di qualcuno attento alle piccole cose, a ciò che non ha valore riconosciuto, ai passeri appunto. Gesù racconta il volto di un Dio attento alle pieghe nascoste e ai particolari a cui non si dà peso, che si prende cura dei suoi figli, anche e soprattutto di coloro che non sono considerati, degli invisibili e dei dimenticati. E’ preoccupato dei volti, delle relazioni.

“non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima”. Questa fiducia serena in Dio vicino non sottrae ai discepoli la fatica della testimonianza. Nella prova si dovrà ricordare la testimonianza stessa di Gesù: il discepolo è chiamato a percorrere la medesima strada del maestro, non le vie del successo e del potere.

Gesù non propone ai suoi una prospettiva di affermazioni e di gloria e non nasconde che il suo cammino sarà anche quello dei discepoli. La vita del discepolo è segnata dal legame con Cristo e dal sereno affidamento alla cura del Padre: ‘non temete voi valete più di molti passeri’.

Alessandro Cortesi op

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Proposta di preghiera

E’ veramente bello, dà senso alla nostra vita

dire il nostro grazie

a Te Dio padre e madre, sorgente dell’amore

in ogni situazione gioiosa o triste

dei nostri giorni

a Te che sei il Dio dei passeri

che non lasci che nulla vada perduto.

Abbiamo visto il riflesso del tuo volto

nei gesti e nelle parole di Gesù tuo Figlio

che ha preso su di sé la nostra fragilità.

E’ lui l’Adamo ultimo, tratto dalla terra

che ci ha manifestato un modo di vivere

nel dono, nell’ospitalità, nel servizio, costruendo pace.

In Lui scopriamo che la nostra vita

come fiore sboccia

ad una speranza nuova

aperta a tutti.

La speranza di un mondo nella fraternità e nella pace

in cui vi è attenzione per i più piccoli e deboli.

Come gli uccelli del cielo quando cantano

sono voce di dialogo e armonia

così anche le nostre voci si uniscono

al respiro di tutto il creato per cantare la tua gloria…

Alessandro Cortesi op

 

 

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