la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

XXXIII domenica del tempo ordinario – anno B – 2021

Dn 12,1-3; Eb 10,11-14; Mc 13,24-32

Daniele, in un tempo di prova e persecuzione utilizza un linguaggio particolare, lo stile dell’apocalittica, per indicare che anche nelle difficoltà è presente una speranza e chi vive in fedeltà a Dio non rimarrà deluso: “Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro”. In questo libro si ha anche la presentazione di una situazione oltre la morte che si connota per i giusti come vita nell’incontro con Dio e esperienza di luce: “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”.

Nel tempo della persecuzione Daniele offre un messaggio di speranza per chi deve resistere vivendo una faticosa fedeltà. L’ultima parola sulla storia  è quella di Dio che affida il potere di giudizio alla figura del ‘figlio dell’uomo’. Le caratteristiche di questo ‘figlio dell’uomo’ sono molteplici: potrebbe essere indicazione di una figura personale, oppure anche di una figura collettiva, quasi il capo di una moltitudine che a lui si riferisce e da lui prende vita. Il suo apparire è situato nei tempi ultimi, ed egli ha un potere eterno che gli viene conferito dalla figura di un ‘vecchio’ (Dan 7,22). Dalla prima comunità cristiana questa immagine fu presa per descrivere Gesù Cristo, cogliendo in questa immagine due aspetti fondamentali: nella sua persona è presente il mistero di un ‘oltre’ da cui egli veniva e la sua vita costituisce l’irrompere nella storia dei tempi ultimi. “In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”.

Anche Marco nel suo vangelo riporta un lungo discorso di Gesù a conclusione della narrazione prima dei giorni di Gerusalemme segnato dai tratti del linguaggio apocalittico. E’ una parola sui tempi ultimi ed un invito a vivere il presente in modo nuovo. “Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte”. Gesù innanzitutto ricorda che la storia non è un vagare senza orizzonte ma è indirizzata verso un futuro di speranza. Il tempo ultimo non sarà solamente la fine di tutto, ma assume i tratti di un evento di incontro con qualcuno che viene. Gesù annuncia ai suoi il ritorno del Figlio dell’uomo: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo”. La figura del Figlio dell’uomo è uno dei modi con cui la prima comunità indica Gesù stesso. La novità inaugurata con la risurrezione troverà la sua piena manifestazione in questo ritorno.

“sappiate che egli è vicino, è alle porte”: il futuro, per chi accoglie la promessa di Gesù, assume i contorni di un av-venire in cui al centro sta una Presenza che si fa incontro. Gesù ai suoi lascia anche un’altra importante indicazione: lo sguardo a questo orizzonte finale del tempo apre a vivere il presente in modo diverso: sin da ora si possono scorgere i segni disseminati nella storia di un venire di vita e di salvezza. L’esempio del fico è indicativo di questo: ” quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina….”.

Nel presente Gesù chiama i suoi a farsi cercatori di segni e a scrutare questi segni con l’atteggiamento di chi dà loro spazio e ne coglie la direzione indicata. Il tempo che viviamo è già un tempo salvato e all’interno di esso sta crescendo come seme il ‘regno’. Gesù quindi chiama i suoi ad una responsabilità di leggere i segni come  promessa e non perdere la speranza nel cammino.

Alessandro Cortesi op

Nella crisi climatica

“Ormai il surriscaldamento è sotto gli occhi di tutti, anche dei politici che non mostrano però segni di conversione”. Così richiama Alex Zanotelli in un recente intervento. E ricorda gli avvertimenti di Amitav Ghosh: «Negli ultimi 60 anni abbiamo percorso la strada sbagliata, dell’illimitata crescita capitalista… Le emissioni sono solo sintomi di una malattia ben più grave che è una malattia dell’anima… Viviamo una crisi di valori (…) Quello che oggi chiamiamo ‘sviluppo’ è solo un Sistema per spingere la gente a desiderare sempre di più e cosi rendendola scontenta. Il Capitalismo è una macchina che produce scontento da colmare con il desiderio che si nutre di consumismo». Zanotelli richiama a non aspettarsi gran che dai governi che costituiscono parte integrante di questo sistema malato. “Ognuno di noi dovrà prendere coscienza della realtà, unirsi agli altri e formare lentamente grandi movimenti popolari per scardinare questo «Sistema di morte». Dal basso, insieme possiamo fare molto.. E dato che il cuore del problema sono le banche che investono in fossili, dobbiamo avere il coraggio del disinvestimento , cioè di togliere i nostri soldi da quelle banche che pagano per i fossili”. (Alex Zanotelli, E la chiamano transizione ecologica, “Il manifesto” 13 ottobre 2021)

A Glasgow negli ultimi giorni si è tenuto il Cop26, conferenza ONU sul clima, ma proprio in questi giorni è stato pubblicato un Report di una agenzia indipendente  InfluenceMap dal titolo “Climate Policy Footprint 2021”. In questa indagine si pone in evidenza come “la transizione è difficile finché i governi non intraprenderanno azioni significative per affrontare l’ostruzionismo e la retorica anti-scienza da parte del settore dei combustibili fossili”.

Nel Report si elencano le principali aziende che hanno influenza su chi decide a livello politico: le aziende che più resistono ai tentativi della amministrazione Biden negli Usa per allontanare l’economia Usa dai combustibili fossili si trovano ai primi posti di una classifica che vede  la compagnia petrolifera ExxonMobil con sede a Irving in Texas e la Chevron con sede in California. Tra i primi 25 posti vi sono altre quattro aziende petrolifere: la ConocoPhilips, la Pillips 66, la Valero Energy e la Occidental Petroleum. Così pure nei primi 25 posti si possono ritrovare anche alcune case automobilistiche che si oppongono alla transizione energetica: tra esse Toyota, Bmw, General Motors, Daimler, e Hyundai.  Tra i primi dieci posti è situata la società mineraria Glencore, con sede a Baar in Svizzera: difende politiche climatiche connesse all’uso del carbone termico per produrre energia elettrica e calore con altissimi livelli di emissioni di CO2. Vi sono anche associazioni industriali  che fanno ostruzione alle politiche climatiche a livello globale Tra di esse in particolare l’American Petroleum Institute e l’American Fuel & Petrochemical Manufacturers. Non mancano organizzazioni europee rappresentanti dell’industria pesante e dei trasporti. Come pure associazioni del settore dell’aviazione che si oppongono a regolamenti regionali sul clima riguardanti il proprio ambito. Il direttore della agenzia InfluenceMap, Ed Collins, riferendosi ai lavori della Cop 26 nota come sia in atto una ostruzione da parte di aziende e associazioni industriali  per bloccare politiche e decisioni su normative e proprio queste cerchino di influenzare con il loro peso economico le decisioni. (cfr. L.Rondi, Le “mani” delle lobby su Cop26 per fermare la transizione, “Altreconomia” 4 novembre 2021).

Recentemente sono aumentati i costi delle bollette di elettricità (29,8%) e gas (14,4%). Matteo Leonardi, co-fondatore del think tank ECCO sulla giustizia climatica, ritiene che ciò non sia dovuto al processo di decarbonizzazione, come spesso affermato, ma ad un assestamento del mercato con la ripartenza a seguito della pandemia. “L’aumento del prezzo del gas non è imputabile alla transizione ecologica ma a un assestamento del mercato con la ripartenza post-Covid-19. È un problema di domanda e offerta causato da un picco del consumo di alcuni Paesi asiatici e da una ridotta fornitura da parte della Russia. Il prezzo quindi è aumentato a causa di una minore disponibilità in Europa a fronte di una domanda che è risalita velocemente”. E ancora “La vera alternativa alla crescita dei prezzi sarebbe stata una corsa alla sostenibilità” (A.Siccardo, “La transizione ecologica è l’unica strada per evitare il caro bolletta”, “Altreconomia” 5 novembre 2021).

Ancora Alex Zanotelli ammonisce: “Le conseguenze di tutto questo scempio di beni sono ora sotto i nostri occhi, ma rifiutiamo di leggere la realtà e di fare una inversione di marcia. «Questo comportamento evasivo – ci ammonisce Papa Francesco nella Laudato Si’ – ci serve per mantenere i nostri stili di vita, di produzione e di consumo. E’ il modo in cui l’essere umano si arrangia ad alimentare tutti i vizi autodistruttivi: cercando di non vederli, rimandando le decisioni importanti, facendo tutto come se nulla fosse» (LS 59). Ecco perché i paesi benestanti continuano a rimandare le decisioni di uscire dai fossili e da uno stile di vita insostenibile. Noi dobbiamo capire che solo uno stile di vita più sobrio, più essenziale, più umano può salvarci”.

Le parole della liturgia di oggi sono un richiamo a concretizzare in scelte di vita un orientamento di vigilanza e di cura: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”.

Alessandro Cortesi op

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: