la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Archivio per la categoria “Riflessioni attualità”

Dalle finestre di casa

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E’ uscito stamani il libro Dalle finestre di casa. Sguardi sapienziali in tempo di pandemia, ed. Queriniana 2020.

E’ una raccolta di saggi su alcune parole chiave a partire da un confronto condiviso condotto in collegamento streaming dal gruppo ‘chiesa e futuro’ a partire da marzo 2020.

Corpi; Tempo sospeso e spazio vuoto; Prossimità; Com/partecipare; Autorità; Terra/cielo; Saperi; Centro/periferia; Pubblico; Futuro.

Le parole sono state scelte quali importanti snodi per comprendere il presente in cui siamo rinchiusi nella dimensione della casa, ma anche quali sguardi protesi oltre, dalle finestre delle case, in apertura ad un futuro diverso. Proprio questo tempo può inaugurarlo, se saremo in grado di assumere le tante sofferenze delle vittime e dei poveri, di cogliere i segni dei tempi e le chiamate di Dio in questa storia.

Il desiderio condiviso dagli autori di questo e-book – nato nel quadro di una condivisione di amicizia e di impegno – è quello di suscitare una riflessione che si allarghi in ambiti diversi, nella chiesa e nella società.

Testi di: Vittorio Berti, Enzo Biemmi, Alessandro Cortesi, Marco Giovannoni, Andrea Grillo, Fabrizio Mandreoli, Giorgio Marcello, Simone Morandini, Serena Noceti, Riccardo Saccenti.

Copertina: Luca Palazzi. Editing grafico: Alberto Dal Maso.

 Video di presentazione a cura di Francesco Fabrini

L’e-book può essere scaricato gratuitamente dal sito della casa editrice Queriniana oppure dal sito insiemesullastessabarca

Sabato santo: le parole e il silenzio

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E’ questa lettera scritta da papa Francesco di sua mano a Luca Casarin, capo missione di Mediterraneo Saving Humans, piattaforma per il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, mentre l’Italia, negli stessi giorni di questa Pasqua 2020, chiude i suoi porti rifiutando richieste di soccorso delle ONG con la motivazione che l’epidemia rende impossibile garantire porti sicuri…

Ma nelle ore di questo sabato santo la situazione nel Mediterraneo è drammatica: tre barche sono in pericolo. E il silenzio dell’Italia e dell’Europa, e la chiusura dei porti è come una pietra sigillata… (ac)

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Insieme sulla stessa barca Un invito

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Invito a visitare il sito www.insiemesullastessabarca.it

Condivido l’iniziativa nata da un gruppo di amici per vivere questo tempo così difficile per l’esistenza di ognuna e ognuno, per la vita dell’umanità sulla terra, per il presente e futuro della chiesa.

L’iniziativa intende offrire in questo passaggio storico così difficile le sensibilità, le idee, le riflessioni di uno sguardo credente a chi voglia lasciarsi interrogare dallo stravolgimento determinato dalla pandemia del Covid-19.

I nomi dei partecipanti al gruppo sono: Vittorio Berti, Enzo Biemmi, Alessandro Cortesi, Marco Giovannoni, Andrea Grillo, Fabrizio Mandreoli, Simone Morandini, Serena Noceti, Riccardo Saccenti.

Verranno proposti:

– una lettera aperta comune coordinata da Simone Morandini e Riccardo Saccenti

– un sussidio per la celebrazione del triduo pasquale in casa, a breve disponibile – curato da Serena Noceti, Andrea Grillo e Alessandro Cortesi con la proposta di tre percorsi (sapienziale – rituale – battesimale) con la collaborazione di Morena Baldacci (sezione bambini), Mauro Festi (schema rituale), Federico Manicardi (editing), Luca Palazzi (immagini e disegni).

– un instant-book che sarà pubblicato nel mese di aprile coordinato da Vittorio Berti, Marco Giovannoni, Fabrizio Mandreoli.

Questi materiali sono semplici suggerimenti per allargare e arricchire una riflessione sull’oggi.

In questo momento siamo davvero tutti insieme sulla stessa barca. Invito anche a comunicare a chi è interessato l’iniziativa. (ac)

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Immagine di Alessandro Pucci – da account Instagram di Pietro Bartolo

In ricordo della ‘professoressa’ Elettra Giaconi

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Ci si rende conto della preziosità delle persone che abbiamo avuto accanto in modo particolare nel momento in cui ci vengono a mancare. Elettra Giaconi, ‘la professoressa’, l’amica ‘Lulli’ per molti, è tornata alla casa del Padre, ieri, domenica 29 marzo nella mattinata, nella sua casa a Pistoia.

In questo periodo l’impossibilità di celebrare un commiato e un funerale rende il distacco più doloroso. Queste immagini e queste parole siano un filo per dire grazie al Signore per la vita di Elettra, per ricordarla con gratitudine e affetto e per affidare la sua vita all’ “Amor che move il sole e l’altre stelle”. (ac)

Ricordo di Elettra Giaconi – articolo da Report Pistoia

Elettra Giaconi in memoria – Alessandro Cortesi

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Una riflessione nel tempo di sospensione delle celebrazioni

Riporto qui di seguito la lettera inviata alla comunità che si raccoglie a san Domenico di Pistoia ogni domenica alla s.Messa delle ore 19.00, indicando la sospensione della celebrazione da questa domenica. Nel dpcm 8 marzo 2020 art.2 lettera v sono sospese tutte le cerimonie civili e religiose a partire da oggi. (ac)

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9547b1ab-94e5-425c-b088-3cf914bdda17Care e cari,

in questi giorni in Italia si sta vivendo una situazione di emergenza dovuta al contagio del virus Covid-19. Le voci più autorevoli di medici ed esperti indicano come indispensabile in queste circostanze attuare tutte le precauzioni possibili per evitare il contagio che tocca principalmente le persone più deboli della popolazione. Il governo italiano ha in questi giorni emanato alcune direttive per tutta la popolazione del Paese.

Come comunità cristiana siamo sollecitati a scelte di responsabilità in questo momento attuando quanto richiesto da tali direttive a promuovere con impegno e convintamente tutto ciò che impedisce la diffusione del contagio mettendo in atto comportamenti personali e collettivi.

La comunità cristiana è infatti parte della più ampia comunità civile e intende la sua presenza come servizio alla crescita e al bene di una comunità che non si limita a ristrette cerchie ma si allarga a tutta l’umanità. La salvezza come dono di Dio da accogliere e comunicare si attua a partire dall’impegno per promuovere la salute di quanti incontriamo e ricercare una vita buona e sana per tutti, come ha fatto Gesù nei suoi gesti di cura e di ospitalità. La chiesa vive nel tempo in riferimento al regno di Dio che inizia nella storia e si rende vicino laddove si attuano rapporti nuovi di fraternità, solidarietà, giustizia e pace.

Queste motivazioni spingono anche la comunità dei cristiani a scelte di particolare responsabilità verso tutti nelle attuali circostanze. Poiché la celebrazione della messa, in particolare nella domenica e nei giorni di festa, è momento di raduno che può facilitare contatti e diffusione del virus abbiamo ritenuto opportuno sospendere le celebrazioni nella chiesa di san Domenico per un tempo indeterminato. Tale sospensione è dovuta alla considerazione della gravità del contagio, delle modalità in cui il virus si propaga e al senso di responsabilità per il bene comune a partire dall’attenzione ai più fragili.

Se da un lato tale scelta può essere motivo di dolore dall’altro tale sospensione comporta anche una preziosa occasione per la nostra vita.

E’ infatti un silenzio che ci invita a scoprire il senso più autentico della liturgia eucaristica indicata dal Concilio Vaticano II quale culmine e sorgente della vita cristiana. La celebrazione liturgica trova il suo senso nell’essere connessa ad un impegno di vita che si traduce in prassi di condivisione e rinvia al culto più autentico, il culto dell’esistenza che si attua nel vivere rapporti nuovi di cura e di giustizia:

“Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste;
per me sono un peso,
sono stanco di sopportarli.
15 Quando stendete le mani,
io distolgo gli occhi da voi.
Anche se moltiplicaste le preghiere,
io non ascolterei:
le vostre mani grondano sangue.
16 Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
17 imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova” (Is 1,14-17)

Per questo vi invitiamo a vivere questo silenzio della liturgia comune come occasione per ascoltare l’invito di Gesù ad ascoltare la sua parola e vivere l‘incontro con il Padre: “quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6,1).

E’ tempo favorevole per maturare il senso della presenza della chiesa, piccolo gregge, popolo in cammino che si sa coinvolto e responsabile a servizio del cammino di tutta l’umanità in cui è presente la ricerca del senso profondo della vita. E’ tempo favorevole per seguire Gesù, per vivere come lui ha agito, nell’attuare uno stile di vita nel dono e servizio.

Davanti a un virus sconosciuto ci avvertiamo tutti esposti e fragili. Questo tempo è anche tempo favorevole per accogliere la nostra fragilità e per maturare attitudini di compassione verso la fragilità degli altri, soprattutto dei più deboli.

E’ occasione per scoprire come vivere da un lato una consonanza nell’ascolto della Parola di Dio e nella preghiera e dall’altro una responsabilità nel tessere legami di comunità. Possiamo scoprire modi nuovi per essere vicini a chi è più solo e più esposto al timore e al disorientamento – gli anziani per esempio -; possiamo scoprire forme di aiuto a chi in questi giorni di sospensione delle scuole ha problemi per la custodia dei bambini. Possiamo trovare il tempo per piccoli aiuti nella vita quotidiana o anche solo per una visita o telefonata a persone vicine o lontane. Possiamo scorgere come attuare scelte di sobrietà e di solidarietà con chi vive difficoltà economiche quali conseguenze di questo momento.

E’ occasione per maturare gratitudine per tutti coloro che negli ospedali e nell’ambiente sanitario si stanno adoperando per la salute di tutti e per scoprire l’importanza di strutture pubbliche di assistenza e cura.

Questo momento di sospensione e di silenzio può aprire le nostre vite ad un cambiamento profondo per accogliere e vivere l’essenziale del vangelo che ci è stato donato.

In questo periodo potremo mantenere i contatti per diverse vie e per chi desidera è offerta la possibilità di meditare sulle lettura della domenica consultando il blog “la parola cresceva” (https://alessandrocortesi2012.wordpress.com/).

Vi preghiamo di mantenere i contatti…  Con un caro augurio di vivere con profondità questa Quaresima diversa

fr. Alessandro Cortesi op  –  7 marzo 2020

L’importanza dell’Europa

elezioni europa giovaniEUROPA: QUALE FUTURO?

INCONTRI DI APPROFONDIMENTO SULLE QUESTIONI EUROPEE

promossi da Giustizia pace e custodia creato – Provincia domenicana di s.Caterina e Centro Espaces Giorgio La PIra – Pistoia

presso Convento san Domenico – ingresso via delle Logge 6 – 51100 Pistoia

MERCOLEDI’ 15 MAGGIO 2019 ORE 21.00 Una lettura dal punto di vista economico GIORGIO RICCHIUTI, Professore associato – Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa – Università di Firenze

MERCOLEDI’ 22 MAGGIO 2019 ORE 21.00 Una lettura dal punto di vista costituzionale  GIOVANNI TARLI BARBIERI, Professore ordinario – Dipartimento di studi giuridici – Università di Firenze

La scadenza delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, domenica 26 maggio, giunge in un momento di crisi. 

Da un lato sono proposti modelli che tendono a ridurre l’Europa ad un semplice mercato economico, in cui gli Stati nazionali dovrebbero occupare spazi di potere guardando ai propri interessi particolari. È la linea propria delle forze sovraniste che pur in modi diversi pensano un’Europa di nazioni, dove i singoli Stati decidono in autonomia sulla politica estera e di sicurezza.  

Dall’altro lato chi si situa in senso europeista intende confermare il progetto europeo ma guarda anche ad un miglioramento e ad un cambiamento dell’attuale assetto istituzionale. Nel rispetto delle diversità dei vari popoli dell’Unione, si auspica una nuova centralità del Parlamento ed un ampliamento delle competenze delle Istituzioni comunitarie, per rendere l’Europa un soggetto politico solidale capace di situarsi con autorevolezza nello scenario mondiale e di orientare alla pace e alla giustizia.  

In questa crisi stanno venendo meno quei principi di riferimento che sono stati riconosciuti ed affermati alla base dei trattati e convenzioni che hanno configurato il progetto europeo soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza e la protezione dei migranti e richiedenti asilo, il diritto al lavoro e l’effettivo rispetto dei diritti umani.  

La crisi che l’Unione sta attraversando può essere oggi un’opportunità per ripensare in modo rinnovato un progetto politico che dopo gli orrori delle guerre e delle dittature del secolo scorso ha garantito anni di pace e attuazione di processi democratici. Peraltro in anni recenti la guerra è scoppiata con i suoi orrori al cuore dell’Europa nella ex Jugoslavia negli anni ’90 e tanti scenari di guerra sono presenti nel mondo oggi e nell’area mediterranea anche con responsabilità dei governi europei.

Il quadro internazionale attuale risente dell’assenza di soggetti politici in grado di favorire una gestione pacifica dei conflitti e processi di incontro tra i popoli. La crisi ambientale e le disuguaglianze economiche manifestano l’insostenibilità di un modello economico mondiale che genera iniquità.

Si avverte l’urgenza di umanizzare i rapporti economici e quelli sociali. I padri fondatori dell’Europa coltivavano un sogno di convivenza nella diversità fondato sul riconoscimento della dignità di ogni persona umana e dei diritti inalienabili, sulla democrazia rappresentativa, sulla responsabilità e sull’equilibrio tra diversi poteri. Solo la costruzione di una convivenza solidale tra popoli e cittadini può aprire un futuro possibile nella pace.

Oggi percepiamo come il senso di appartenenza ad una medesima famiglia umana e la solidarietà fraterna siano orizzonti da riscoprire e porre al centro di un progetto in cui insieme al riconoscimento dei diritti di libertà e uguaglianza, possa crescere la democrazia in un quadro di responsabilità comune.

In questo contesto è urgente approfondire consapevolezza di cittadinanza responsabile per contribuire a far avanzare il progetto europeo di fronte alle sfide concrete del presente. (ac)

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Riporto qui di seguito un testo di Paolo Rumiz: Un’Europa migliore per i figli

È tempo di dire forte che l’Europa è un’anomalia democratica che intralcia assolutismi, mafie, fondamentalismi e le economie di rapina che saccheggiano il Pianeta.

Per mesi ho discusso di Europa con tante persone, in Italia e all’estero. Sul treno, per strada, in incontri pubblici, con gli amici più intimi, persino con bambini. Ovunque sentivo nella gente lo stesso bisogno che la parola fosse pronunciata diversamente, che ritrovasse il suo senso pieno di patria comune, e venisse strappata dalla nebbia in cui è caduta da anni.

Ne è nato un manifesto, che in parte ha preso spunto da un mio libro su Benedetto, il patrono del Continente, ma che vede la mia firma solo per scrupolo notarile. Perché l’abbiamo costruito in molti, e in molti lo abbiamo rivisto, limato e infine tradotto in più lingue perché fosse letto e sottoscritto un po’ ovunque, alla vigilia di un’elezione che segnerà il futuro dei nostri figli.

Esiste un’Europa di cui poco si parla. Un’Europa giovane e appassionata, che sogna, viaggia, lavora, resiste, combatte. Un’Europa che si fa carico del proprio destino e non scarica sugli Ultimi le colpe della crisi.

È venuto il tempo di darle voce e farla suonare con tutti i suoi strumenti per costruire una rete fra lingue e culture. Dai mari del Nord al Mediterraneo, dalle steppe all’Atlantico, che squilli una musica nuova. Una musica che dica davvero chi siamo, che esprima la forza di una storia comune e l’appartenenza a uno spazio unico al mondo, fertile e misurabile, ricco di storia, lingue, piazze, culture, paesaggi.

Coraggio e cuore, dunque. Come i monaci che rifondarono l’Europa sotto l’urto delle invasioni barbariche. Come i padri fondatori dell’Unione che dopo due guerre mondiali ridiedero dignità e ricchezza a un continente in ginocchio. Essi sapevano che l’Europa non è un dono gratuito, ma una conquista, e spesso un sogno che nasce dalla disperazione per la sua mancanza. Osarono sognarla nel momento in cui tutto sembrava perduto.

Essi stesero dei fili. Tesserono trame e relazioni. Imitiamoli. Costruiamo una rete di città in città con i fratelli degli altri Paesi per far sentire meno solo chi non si rassegna a un ritorno dei muri e al linguaggio della violenza.

Non importa quanti gomitoli, quanta pazienza e quanto ostinato lavoro servirà per smuovere il potere e abbattere le ruspe dell’intolleranza.

È tempo di dire forte che l’Europa è un’anomalia democratica che intralcia assolutismi, mafie, fondamentalismi e le economie di rapina che saccheggiano il Pianeta. Si dica che, di fronte a tutto questo, dividersi è follia, che smantellare le nostre conquiste farebbe il gioco di chi non ci ama.

Non possiamo permettere che il nostro mondo si sottometta ancora al delirio nazionalista, in nome del quale milioni di giovani furono mandati al fronte a spararsi tra loro.

Stendere un filo è un atto femminile. Come quello di Arianna, che mostrò a un greco la via d’uscita da un labirinto. Come il filo della rotta di Europa, la figlia di un re che per prima passò il Mediterraneo e diede il suo nome a questa terra.

La nostra dea-madre sbarcata dall’Asia ci ricorda che siamo sempre stati capolinea di popoli migranti e ci spinge a sciogliere altre matasse in silenzio, in un gesto d’amore e disobbedienza civile. Tante altre mani, ne siamo certi, sapranno ripeterlo.

Paolo Rumiz – 9 maggio 2019 (anniversario della dichiarazione di Robert Schuman al parlamento Francese)

Riflessione e preghiera per l’Europa in vista delle prossime elezioni europee

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A questo link una lettera del Maestro dell’Ordine fr. Bruno Cadoré e una iniziativa di preghiera per l’Europa con santa Caterina in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio p.v.

Qui di seguito la lettera dei promotori di Giustizia, pace e salvaguardia del creato in vista delle elezioni europee.

Lettera alla Famiglia Domenicana in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019

In una recente riunione dei Promotori europei di ‘giustizia, pace e salvaguardia del creato’, abbiamo discusso insieme – come altre commissioni di Giustizia e Pace di Europa – sull’importanza delle prossime elezioni del Parlamento europeo. Abbiamo deciso di condividere la nostra preoccupazione con tutti i promotori di Giustizia Pace e Salvaguardia del Creato della nostra regione. Per questo abbiamo scritto un testo che è stato inviato a tutti per raccogliere opinioni: il risultato finale è questa lettera che raccoglie le sfide indicate dalla maggioranza dei promotori.

Le circostanze del tempo presente richiamano la nostra Famiglia Domenicana alla responsabilità di leggere i segni dei tempi in vista della costruzione del bene comune. Desideriamo indicare alcuni temi fondamentali, sui quali avviare una ricerca e un confronto nelle nostre comunità e nel nostro apostolato. Li presentiamo brevemente secondo la metodologia “vedere – giudicare – agire” e suggerendo infine il riferimento ad alcuni testimoni della Famiglia Domenicana.

Migrazioni, xenofobia e razzismo

Le migrazioni costituiscono un fenomeno epocale complesso. Esso ci invita innanzitutto ad una presa di coscienza riguardo alle cause profonde che ne stanno alla radice: le ingiustizie, la violenza e lo sfruttamento economico dei paesi di provenienza. La migrazione volontaria, sicura, regolare e ben gestita contribuisce allo sviluppo e all’arricchimento culturale.

Il fenomeno delle migrazioni richiama ad accogliere il messaggio evangelico di ospitalità, responsabilità verso i più vulnerabili e di apertura all’incontro.

La fedeltà al Vangelo esige un cambiamento di mentalità e stili di vita rifuggendo xenofobia, ostilità e varie forme di razzismo che individuano nei migranti il capro espiatorio dei malesseri delle società europee.

Suggeriamo di lasciarci ispirare dalla testimonianza di Dominique Pire.

Diseguaglianze socio-economiche e giusta distribuzione dei beni

Anche nelle società europee sta crescendo la disuguaglianza a livello sociale ed economico e l’esclusione. Il dominio del capitalismo finanziario neoliberista fondato sull’idolatria del denaro (cfr. Evangelii Gaudium 55) favorisce la cultura dello scarto e genera condizioni precarie di vita e mancanza di lavoro dignitoso. La condizione delle donne è segnata da sfruttamento, discriminazioni e violenza.

Tale situazione ci richiama ad accogliere la predicazione dei profeti raccolta nell’insegnamento sociale della chiesa riguardo a rapporti giusti e a condizioni di lavoro dignitose per ogni persona.

Siamo perciò invitati ad essere solidali con chi soffre, a proporre modelli alternativi di economia e lavoro che salvaguardino i diritti sociali, e a promuovere riconoscimenti legislativi di tali diritti.

Suggeriamo di lasciarci ispirare dalla testimonianza di Giorgio La Pira.

Politiche familiari e cura della vita

Riscontriamo una generale insufficienza nelle politiche familiari riguardo alla promozione della natalità, all’educazione dei bambini, all’assistenza dei malati e degli anziani, alla possibilità di conciliare lavoro e famiglia.

Tale situazione ci richiama allo stile di Gesù che ha guardato ogni persona non come “oggetto” ma come “soggetto” e ha saputo accogliere e donarsi.

Invita a promuovere politiche orientate alla cura, al dono, alla solidarietà e alla promozione della vita in tutte le sue fasi.

Suggeriamo di lasciarci ispirare dalla testimonianza di tante comunità di suore domenicane nel mondo impegnate nella cura dei più deboli.

Crisi della democrazia e populismi

Constatiamo una crisi generale della democrazia costituzionale. I populismi promuovono forme di nazionalismo escludenti, talvolta strumentalizzando la fede cristiana o i diritti umani, e propongono soluzioni semplicistiche per problemi complessi.

Tale situazione ci richiama a porre in atto l’appello di Gesù alla fraternità universale.

Invita ad affrontare i conflitti in verità nella ricerca di vie di riconciliazione, a vivere la misericordia, a scoprire l’identità non contrapposta all’altro.

Suggeriamo di lasciarci ispirare dalla testimonianza del beato Pierre Claverie.

Emergenza ecologica

Siamo consapevoli di vivere una emergenza ecologica che minaccia il futuro del pianeta e delle prossime generazioni. L’inquinamento ambientale, i cambiamenti climatici, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali hanno conseguenze profonde sulla salute delle popolazioni e l’integrità del creato.

Tale situazione ci richiama ad accogliere il messaggio biblico sulla creazione e ad approfondire le sollecitazioni dell’enciclica Laudato si’, in particolare la chiamata ad una conversione ecologica ed alla cura della casa comune.

Essa ci invita a rivedere modalità di consumo e ad attuare pratiche concrete in relazione ai temi dell’Agenda 2030 dell’ONU (17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile).

Suggeriamo di lasciarci ispirare dalla testimonianza della delegazione dalla Famiglia domenicana presso l’ONU a Ginevra e New York e dal lavoro dei nostri fratelli e sorelle in Amazzonia e in altre regioni del mondo.

Invitiamo ad approfondire le riflessioni su questi punti, per il rinnovamento di “un’Europa capace di dare alla luce un nuovo umanesimo basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare” (Papa Francesco, Discorso al conferimento del premio Carlomagno, 6 maggio 2016).

Fr. Xabier Gómez op, Promotore Regionale di Giustizia Pace Salvaguardia del Creato-Europa

Fr. Alessandro Cortesi op, Promotore di Giustizia Pace Salvaguardia del Creato, Provincia Romana di S. Caterina da Siena (Italia)

Fr. Ivan Attard op, Promotore di Giustizia Pace Salvaguardia del Creato, Provincia di Malta

Madrid, 1 febbraio 2019

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Un convegno su accoglienza a Pistoia

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Quali vie per l’accoglienza nel tempo dell’esclusione?

Serata partecipata, mercoledì 27 febbraio a san Domenico di Pistoia dalle ore 21 alle 23.30 alla tavola rotonda su Quali ricadute del ‘decreto sicurezza’ (legge 132 del 1.12.2018) sul territorio di Pistoia? Quali vie per nuovi modi di accoglienza di migranti e richiedenti protezione?

Incontro di formazionepromosso da:

Giustizia e pace Provincia romana di s. Caterina – Centro Espaces Giorgio La Pira

Hanno partecipato: Claudio Curreli magistrato, capo scout AGESCI; Marco Rimediotti coordinatore area migranti coop. Arkè; Camilla Reggiannini operatrice sociale; Emiliano Corvino operatore sociale; Rawaz Shally richiedente asilo ospite CAS san Domenico.

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