la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Archivio per la categoria “Riflessioni attualità”

Mese del creato

Oggi 1 settembre è la giornata mondiale di preghiera pr la cura del creato. L’intero mese di settembre è periodo dedicato all’attenzione alla custodia del creato quale urgenza particolare di questo tempo segnato dall’emergenza climatica e ambientale.

A questo link si può scaricare un sussidio a cura della Commissione CEI per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace e la Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo (a cui anch’io ho portato un contributo di collaborazione) (ac)

Fai clic per accedere a Creato2021-libretto-def.pdf

In memoria di don Bruno

Ho appreso questa sera la notizia della morte avvenuta quest’oggi di don Bruno Maggioni. Lo ricordo come un maestro, una autentica guida capace di introdurre a appassionare all’ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Scritture.

Lo ricordo come figura fondamentale nella formazione biblica di tante generazioni. Ho avuto anch’io da ragazzo il dono di poter seguire il suo insegnamento, non quello ufficiale – ha insegnato per tutta la vita nel seminario di Como, alla Cattolica di Milano, alla Facoltà teologica del’Italia settentrionale – ma quando veniva a Vicenza, spesso nei week-end al Movimento studenti negli anni ’70 e ’80, nelle scuole domenicali della Parola, poi nei campi estivi, in tante altre occasioni di incontri e convegni.

Ho apprezzato il dono della semplicità del suo parlare, lo sforzo di chiarire e di aprire la porta della Parola a chi si accostava per la prima volta al linguaggio biblico. Ricordo la sua saggezza antica che esprimeva nel suo sguardo capace di far sorridere e di far sì che l’ascolto di una pagina biblica fosse sempre unito ad un riferimento alla vita per un rinnovamento della vita stessa. Ricordo il suo accento marcatamente lombardo e il suo intercalare: ‘comprendete?’ quando con passione insisteva  su un passaggio importante.  Ricordo la sua insistenza sul tema della via di Gesù e della via del discepolo…

Rifuggiva con la ritrosia e la discrezione dei grandi da tutto ciò che era modo di apparire in forme di intellettualismo o di protagonismo. I suoi richiami al centro, all’essenziale, al cuore del vangelo senza lasciarsi disperdere da tutto ciò che è accessorio sono una luce: ha continuato tutta la vita a rileggere il vangelo con la passione di una parola per la vita e richamando ad un tornare al vangelo e a Gesù per scoprire l’autentico senso dell’esistenza.

Il Signore che lui ha incontrato nel suo cammino di fede lo accolga come servo buono e fedele: a conclusione del suo cammino terreno porta con sè la gratitudine di tanti a cui ha trasmesso la gioia del vangelo.

Alessandro Cortesi op       

Ciclo di videoconferenze

Il Centro Espaces Giorgio La Pira e la Biblioteca dei domenicani di Pistoia invitano ad un ciclo di videoconferenze dal titolo Leggere il presente: tra esperienza del credere e ascolto della storia

Per partecipare si deve inviare una mail a info@bibliotecadeidomenicani.it. Vi verrà poi inviato il link per il collegamento all’incontro sulla piattafroma zoom. Qui di seguito il programma completo

Martedì 9 giugno 2020 ore 21.00 Fabrizio Mandreoli

Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira: sguardi sul Mediterraneo

Martedì 16 giugno 2020 ore 21.00 Mariangela Maraviglia

David Maria Turoldo: vita e poesia

Venerdì 19 giugno 2020 ore 21.00 Pietro Domenico Giovannoni

Ernesto Balducci: scrutare un cambiamento d’epoca

Venerdì 26 giugno 2020 ore 21.00 Silvia Scatena

La storia di Taizé: una parabola di comunione

Le videoconferenze saranno tenute sulla piattaforma zoom. Per partecipare si prega di inviare una mail di richiesta a info@bibliotecadeidomenicani.it.

Sarà inviato prima della conferenza un invito con indicazione del link a cui collegarsi. Per informazioni contattare la Biblioteca dei domenicani: 346.6176464

Parole della pandemia

img_7538-collageNel tempo del confinamento causato dall’emergenza della pandemia Covid-19 molte e diverse sono state le esperienze vissute. Ho cercato di raccogliere tra persone amiche echi di questo tempo particolare, doloroso e impegnativo per custodire testimonianze, sentimenti, riflessioni.

Ringrazio tutte e tutti coloro che hanno voluto condividere un pensiero su di una parola chiave di questo tempo. Ne è risultato questo mosaico di voci raccolte sotto il titolo ‘Parole di un tempo difficile. Testimonianze e riflessioni nella quarantena del Covid-19’ che aiuta a custodire quanto abbiamo appreso e ad orientarci nel cammino che ora si apre. (ac)

Si può scaricare la pubblicazione cliccando qui

Dalle finestre di casa

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E’ uscito stamani il libro Dalle finestre di casa. Sguardi sapienziali in tempo di pandemia, ed. Queriniana 2020.

E’ una raccolta di saggi su alcune parole chiave a partire da un confronto condiviso condotto in collegamento streaming dal gruppo ‘chiesa e futuro’ a partire da marzo 2020.

Corpi; Tempo sospeso e spazio vuoto; Prossimità; Com/partecipare; Autorità; Terra/cielo; Saperi; Centro/periferia; Pubblico; Futuro.

Le parole sono state scelte quali importanti snodi per comprendere il presente in cui siamo rinchiusi nella dimensione della casa, ma anche quali sguardi protesi oltre, dalle finestre delle case, in apertura ad un futuro diverso. Proprio questo tempo può inaugurarlo, se saremo in grado di assumere le tante sofferenze delle vittime e dei poveri, di cogliere i segni dei tempi e le chiamate di Dio in questa storia.

Il desiderio condiviso dagli autori di questo e-book – nato nel quadro di una condivisione di amicizia e di impegno – è quello di suscitare una riflessione che si allarghi in ambiti diversi, nella chiesa e nella società.

Testi di: Vittorio Berti, Enzo Biemmi, Alessandro Cortesi, Marco Giovannoni, Andrea Grillo, Fabrizio Mandreoli, Giorgio Marcello, Simone Morandini, Serena Noceti, Riccardo Saccenti.

Copertina: Luca Palazzi. Editing grafico: Alberto Dal Maso.

 Video di presentazione a cura di Francesco Fabrini

L’e-book può essere scaricato gratuitamente dal sito della casa editrice Queriniana oppure dal sito insiemesullastessabarca

Sabato santo: le parole e il silenzio

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E’ questa lettera scritta da papa Francesco di sua mano a Luca Casarin, capo missione di Mediterraneo Saving Humans, piattaforma per il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, mentre l’Italia, negli stessi giorni di questa Pasqua 2020, chiude i suoi porti rifiutando richieste di soccorso delle ONG con la motivazione che l’epidemia rende impossibile garantire porti sicuri…

Ma nelle ore di questo sabato santo la situazione nel Mediterraneo è drammatica: tre barche sono in pericolo. E il silenzio dell’Italia e dell’Europa, e la chiusura dei porti è come una pietra sigillata… (ac)

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Insieme sulla stessa barca Un invito

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Invito a visitare il sito www.insiemesullastessabarca.it

Condivido l’iniziativa nata da un gruppo di amici per vivere questo tempo così difficile per l’esistenza di ognuna e ognuno, per la vita dell’umanità sulla terra, per il presente e futuro della chiesa.

L’iniziativa intende offrire in questo passaggio storico così difficile le sensibilità, le idee, le riflessioni di uno sguardo credente a chi voglia lasciarsi interrogare dallo stravolgimento determinato dalla pandemia del Covid-19.

I nomi dei partecipanti al gruppo sono: Vittorio Berti, Enzo Biemmi, Alessandro Cortesi, Marco Giovannoni, Andrea Grillo, Fabrizio Mandreoli, Simone Morandini, Serena Noceti, Riccardo Saccenti.

Verranno proposti:

– una lettera aperta comune coordinata da Simone Morandini e Riccardo Saccenti

– un sussidio per la celebrazione del triduo pasquale in casa, a breve disponibile – curato da Serena Noceti, Andrea Grillo e Alessandro Cortesi con la proposta di tre percorsi (sapienziale – rituale – battesimale) con la collaborazione di Morena Baldacci (sezione bambini), Mauro Festi (schema rituale), Federico Manicardi (editing), Luca Palazzi (immagini e disegni).

– un instant-book che sarà pubblicato nel mese di aprile coordinato da Vittorio Berti, Marco Giovannoni, Fabrizio Mandreoli.

Questi materiali sono semplici suggerimenti per allargare e arricchire una riflessione sull’oggi.

In questo momento siamo davvero tutti insieme sulla stessa barca. Invito anche a comunicare a chi è interessato l’iniziativa. (ac)

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Immagine di Alessandro Pucci – da account Instagram di Pietro Bartolo

In ricordo della ‘professoressa’ Elettra Giaconi

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Ci si rende conto della preziosità delle persone che abbiamo avuto accanto in modo particolare nel momento in cui ci vengono a mancare. Elettra Giaconi, ‘la professoressa’, l’amica ‘Lulli’ per molti, è tornata alla casa del Padre, ieri, domenica 29 marzo nella mattinata, nella sua casa a Pistoia.

In questo periodo l’impossibilità di celebrare un commiato e un funerale rende il distacco più doloroso. Queste immagini e queste parole siano un filo per dire grazie al Signore per la vita di Elettra, per ricordarla con gratitudine e affetto e per affidare la sua vita all’ “Amor che move il sole e l’altre stelle”. (ac)

Ricordo di Elettra Giaconi – articolo da Report Pistoia

Elettra Giaconi in memoria – Alessandro Cortesi

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Una riflessione nel tempo di sospensione delle celebrazioni

Riporto qui di seguito la lettera inviata alla comunità che si raccoglie a san Domenico di Pistoia ogni domenica alla s.Messa delle ore 19.00, indicando la sospensione della celebrazione da questa domenica. Nel dpcm 8 marzo 2020 art.2 lettera v sono sospese tutte le cerimonie civili e religiose a partire da oggi. (ac)

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9547b1ab-94e5-425c-b088-3cf914bdda17Care e cari,

in questi giorni in Italia si sta vivendo una situazione di emergenza dovuta al contagio del virus Covid-19. Le voci più autorevoli di medici ed esperti indicano come indispensabile in queste circostanze attuare tutte le precauzioni possibili per evitare il contagio che tocca principalmente le persone più deboli della popolazione. Il governo italiano ha in questi giorni emanato alcune direttive per tutta la popolazione del Paese.

Come comunità cristiana siamo sollecitati a scelte di responsabilità in questo momento attuando quanto richiesto da tali direttive a promuovere con impegno e convintamente tutto ciò che impedisce la diffusione del contagio mettendo in atto comportamenti personali e collettivi.

La comunità cristiana è infatti parte della più ampia comunità civile e intende la sua presenza come servizio alla crescita e al bene di una comunità che non si limita a ristrette cerchie ma si allarga a tutta l’umanità. La salvezza come dono di Dio da accogliere e comunicare si attua a partire dall’impegno per promuovere la salute di quanti incontriamo e ricercare una vita buona e sana per tutti, come ha fatto Gesù nei suoi gesti di cura e di ospitalità. La chiesa vive nel tempo in riferimento al regno di Dio che inizia nella storia e si rende vicino laddove si attuano rapporti nuovi di fraternità, solidarietà, giustizia e pace.

Queste motivazioni spingono anche la comunità dei cristiani a scelte di particolare responsabilità verso tutti nelle attuali circostanze. Poiché la celebrazione della messa, in particolare nella domenica e nei giorni di festa, è momento di raduno che può facilitare contatti e diffusione del virus abbiamo ritenuto opportuno sospendere le celebrazioni nella chiesa di san Domenico per un tempo indeterminato. Tale sospensione è dovuta alla considerazione della gravità del contagio, delle modalità in cui il virus si propaga e al senso di responsabilità per il bene comune a partire dall’attenzione ai più fragili.

Se da un lato tale scelta può essere motivo di dolore dall’altro tale sospensione comporta anche una preziosa occasione per la nostra vita.

E’ infatti un silenzio che ci invita a scoprire il senso più autentico della liturgia eucaristica indicata dal Concilio Vaticano II quale culmine e sorgente della vita cristiana. La celebrazione liturgica trova il suo senso nell’essere connessa ad un impegno di vita che si traduce in prassi di condivisione e rinvia al culto più autentico, il culto dell’esistenza che si attua nel vivere rapporti nuovi di cura e di giustizia:

“Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste;
per me sono un peso,
sono stanco di sopportarli.
15 Quando stendete le mani,
io distolgo gli occhi da voi.
Anche se moltiplicaste le preghiere,
io non ascolterei:
le vostre mani grondano sangue.
16 Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
17 imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova” (Is 1,14-17)

Per questo vi invitiamo a vivere questo silenzio della liturgia comune come occasione per ascoltare l’invito di Gesù ad ascoltare la sua parola e vivere l‘incontro con il Padre: “quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6,1).

E’ tempo favorevole per maturare il senso della presenza della chiesa, piccolo gregge, popolo in cammino che si sa coinvolto e responsabile a servizio del cammino di tutta l’umanità in cui è presente la ricerca del senso profondo della vita. E’ tempo favorevole per seguire Gesù, per vivere come lui ha agito, nell’attuare uno stile di vita nel dono e servizio.

Davanti a un virus sconosciuto ci avvertiamo tutti esposti e fragili. Questo tempo è anche tempo favorevole per accogliere la nostra fragilità e per maturare attitudini di compassione verso la fragilità degli altri, soprattutto dei più deboli.

E’ occasione per scoprire come vivere da un lato una consonanza nell’ascolto della Parola di Dio e nella preghiera e dall’altro una responsabilità nel tessere legami di comunità. Possiamo scoprire modi nuovi per essere vicini a chi è più solo e più esposto al timore e al disorientamento – gli anziani per esempio -; possiamo scoprire forme di aiuto a chi in questi giorni di sospensione delle scuole ha problemi per la custodia dei bambini. Possiamo trovare il tempo per piccoli aiuti nella vita quotidiana o anche solo per una visita o telefonata a persone vicine o lontane. Possiamo scorgere come attuare scelte di sobrietà e di solidarietà con chi vive difficoltà economiche quali conseguenze di questo momento.

E’ occasione per maturare gratitudine per tutti coloro che negli ospedali e nell’ambiente sanitario si stanno adoperando per la salute di tutti e per scoprire l’importanza di strutture pubbliche di assistenza e cura.

Questo momento di sospensione e di silenzio può aprire le nostre vite ad un cambiamento profondo per accogliere e vivere l’essenziale del vangelo che ci è stato donato.

In questo periodo potremo mantenere i contatti per diverse vie e per chi desidera è offerta la possibilità di meditare sulle lettura della domenica consultando il blog “la parola cresceva” (https://alessandrocortesi2012.wordpress.com/).

Vi preghiamo di mantenere i contatti…  Con un caro augurio di vivere con profondità questa Quaresima diversa

fr. Alessandro Cortesi op  –  7 marzo 2020

L’importanza dell’Europa

elezioni europa giovaniEUROPA: QUALE FUTURO?

INCONTRI DI APPROFONDIMENTO SULLE QUESTIONI EUROPEE

promossi da Giustizia pace e custodia creato – Provincia domenicana di s.Caterina e Centro Espaces Giorgio La PIra – Pistoia

presso Convento san Domenico – ingresso via delle Logge 6 – 51100 Pistoia

MERCOLEDI’ 15 MAGGIO 2019 ORE 21.00 Una lettura dal punto di vista economico GIORGIO RICCHIUTI, Professore associato – Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa – Università di Firenze

MERCOLEDI’ 22 MAGGIO 2019 ORE 21.00 Una lettura dal punto di vista costituzionale  GIOVANNI TARLI BARBIERI, Professore ordinario – Dipartimento di studi giuridici – Università di Firenze

La scadenza delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, domenica 26 maggio, giunge in un momento di crisi. 

Da un lato sono proposti modelli che tendono a ridurre l’Europa ad un semplice mercato economico, in cui gli Stati nazionali dovrebbero occupare spazi di potere guardando ai propri interessi particolari. È la linea propria delle forze sovraniste che pur in modi diversi pensano un’Europa di nazioni, dove i singoli Stati decidono in autonomia sulla politica estera e di sicurezza.  

Dall’altro lato chi si situa in senso europeista intende confermare il progetto europeo ma guarda anche ad un miglioramento e ad un cambiamento dell’attuale assetto istituzionale. Nel rispetto delle diversità dei vari popoli dell’Unione, si auspica una nuova centralità del Parlamento ed un ampliamento delle competenze delle Istituzioni comunitarie, per rendere l’Europa un soggetto politico solidale capace di situarsi con autorevolezza nello scenario mondiale e di orientare alla pace e alla giustizia.  

In questa crisi stanno venendo meno quei principi di riferimento che sono stati riconosciuti ed affermati alla base dei trattati e convenzioni che hanno configurato il progetto europeo soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza e la protezione dei migranti e richiedenti asilo, il diritto al lavoro e l’effettivo rispetto dei diritti umani.  

La crisi che l’Unione sta attraversando può essere oggi un’opportunità per ripensare in modo rinnovato un progetto politico che dopo gli orrori delle guerre e delle dittature del secolo scorso ha garantito anni di pace e attuazione di processi democratici. Peraltro in anni recenti la guerra è scoppiata con i suoi orrori al cuore dell’Europa nella ex Jugoslavia negli anni ’90 e tanti scenari di guerra sono presenti nel mondo oggi e nell’area mediterranea anche con responsabilità dei governi europei.

Il quadro internazionale attuale risente dell’assenza di soggetti politici in grado di favorire una gestione pacifica dei conflitti e processi di incontro tra i popoli. La crisi ambientale e le disuguaglianze economiche manifestano l’insostenibilità di un modello economico mondiale che genera iniquità.

Si avverte l’urgenza di umanizzare i rapporti economici e quelli sociali. I padri fondatori dell’Europa coltivavano un sogno di convivenza nella diversità fondato sul riconoscimento della dignità di ogni persona umana e dei diritti inalienabili, sulla democrazia rappresentativa, sulla responsabilità e sull’equilibrio tra diversi poteri. Solo la costruzione di una convivenza solidale tra popoli e cittadini può aprire un futuro possibile nella pace.

Oggi percepiamo come il senso di appartenenza ad una medesima famiglia umana e la solidarietà fraterna siano orizzonti da riscoprire e porre al centro di un progetto in cui insieme al riconoscimento dei diritti di libertà e uguaglianza, possa crescere la democrazia in un quadro di responsabilità comune.

In questo contesto è urgente approfondire consapevolezza di cittadinanza responsabile per contribuire a far avanzare il progetto europeo di fronte alle sfide concrete del presente. (ac)

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Riporto qui di seguito un testo di Paolo Rumiz: Un’Europa migliore per i figli

È tempo di dire forte che l’Europa è un’anomalia democratica che intralcia assolutismi, mafie, fondamentalismi e le economie di rapina che saccheggiano il Pianeta.

Per mesi ho discusso di Europa con tante persone, in Italia e all’estero. Sul treno, per strada, in incontri pubblici, con gli amici più intimi, persino con bambini. Ovunque sentivo nella gente lo stesso bisogno che la parola fosse pronunciata diversamente, che ritrovasse il suo senso pieno di patria comune, e venisse strappata dalla nebbia in cui è caduta da anni.

Ne è nato un manifesto, che in parte ha preso spunto da un mio libro su Benedetto, il patrono del Continente, ma che vede la mia firma solo per scrupolo notarile. Perché l’abbiamo costruito in molti, e in molti lo abbiamo rivisto, limato e infine tradotto in più lingue perché fosse letto e sottoscritto un po’ ovunque, alla vigilia di un’elezione che segnerà il futuro dei nostri figli.

Esiste un’Europa di cui poco si parla. Un’Europa giovane e appassionata, che sogna, viaggia, lavora, resiste, combatte. Un’Europa che si fa carico del proprio destino e non scarica sugli Ultimi le colpe della crisi.

È venuto il tempo di darle voce e farla suonare con tutti i suoi strumenti per costruire una rete fra lingue e culture. Dai mari del Nord al Mediterraneo, dalle steppe all’Atlantico, che squilli una musica nuova. Una musica che dica davvero chi siamo, che esprima la forza di una storia comune e l’appartenenza a uno spazio unico al mondo, fertile e misurabile, ricco di storia, lingue, piazze, culture, paesaggi.

Coraggio e cuore, dunque. Come i monaci che rifondarono l’Europa sotto l’urto delle invasioni barbariche. Come i padri fondatori dell’Unione che dopo due guerre mondiali ridiedero dignità e ricchezza a un continente in ginocchio. Essi sapevano che l’Europa non è un dono gratuito, ma una conquista, e spesso un sogno che nasce dalla disperazione per la sua mancanza. Osarono sognarla nel momento in cui tutto sembrava perduto.

Essi stesero dei fili. Tesserono trame e relazioni. Imitiamoli. Costruiamo una rete di città in città con i fratelli degli altri Paesi per far sentire meno solo chi non si rassegna a un ritorno dei muri e al linguaggio della violenza.

Non importa quanti gomitoli, quanta pazienza e quanto ostinato lavoro servirà per smuovere il potere e abbattere le ruspe dell’intolleranza.

È tempo di dire forte che l’Europa è un’anomalia democratica che intralcia assolutismi, mafie, fondamentalismi e le economie di rapina che saccheggiano il Pianeta. Si dica che, di fronte a tutto questo, dividersi è follia, che smantellare le nostre conquiste farebbe il gioco di chi non ci ama.

Non possiamo permettere che il nostro mondo si sottometta ancora al delirio nazionalista, in nome del quale milioni di giovani furono mandati al fronte a spararsi tra loro.

Stendere un filo è un atto femminile. Come quello di Arianna, che mostrò a un greco la via d’uscita da un labirinto. Come il filo della rotta di Europa, la figlia di un re che per prima passò il Mediterraneo e diede il suo nome a questa terra.

La nostra dea-madre sbarcata dall’Asia ci ricorda che siamo sempre stati capolinea di popoli migranti e ci spinge a sciogliere altre matasse in silenzio, in un gesto d’amore e disobbedienza civile. Tante altre mani, ne siamo certi, sapranno ripeterlo.

Paolo Rumiz – 9 maggio 2019 (anniversario della dichiarazione di Robert Schuman al parlamento Francese)

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