la parola cresceva

commenti alla Parola della domenica e riflessioni

Archivio per la categoria “Testi interessanti”

Vita e opere di Adriana Zarri

Il Centro Espaces Giorgio La Pira e la Biblioteca dei domenicani di Pistoia promuovono un incontro di presentazione del volume Semplicemente una che vive. Vita e opere di Adriana Zarri, Il Mulino, 2020.

SABATO 31 OTTOBRE 2020 ALLE ORE 17.00

Introduce l’incontro fr. Alessandro Cortesi op

Interviene l’autrice Mariangela Maraviglia

Sarà possibile seguire la presentazione a distanza su piattaforma Zoom inviando una e-mail di richiesta. Nei giorni precedenti all’evento riceverete sulla vostra posta elettronica l’invito con il link a cui connettersi.

Per info e prenotazioni: info@bibliotecadeidomenicani.it o 346.6176464 (lun – mer – ven ore 9.00-13.00)

In preparazione alla giornata mondiale del migrante e del rifugiato

Domenica 27 settembre è la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Su proposta della Fondazione Migrantes un gruppo ecumenico ha preparato per questa giornata una serie di sussidi (per adulti, per giovani, per famiglie e bambini) da utilizzare per momenti di riflessione e preghiera nei gruppi e nelle famiglie, in incontri e nelle case.

I sussidi sono scaricabili a questo indirizzo: https://www.migrantes.it/gmmr2020
dove sarà disponibile anche altro materiale di approfondimento.

In questi giorni si sta consumando un altro dramma dei migranti a Lesbo a seguito dell’incendio nel campo di Moria che ha coinvolto tredicimila persone che ora non hanno più né riparo né sostegno.

Si sta diffondendo l’appello ad un’Europa distratta per il trasferimento e la distribuzione in Europa dei rifugiati che non chiedono un altro campo di detenzione ma chiedono libertà.

In Italia giunge notizia che a Trieste 30 cittadini stranieri sono stati costretti a dormire a bordo di un pullmann per la quarantena Covid per una settimana subendo quindi trattamenti degradanti e disumani.

Riflettere e pregare nella Giornata del migrante può essere occasione anche per opporsi a tutti coloro che isitigano alla paura e all’odio verso gli stranieri e fanno della questione delle migrazioni migranti un motivo di campagna elettorale. Alla semina dell’odio è quanto mai urgente reagire con silenzi di accoglienza, azioni di solidarietà e parole di compassione. (ac)

XX domenica tempo ordinario – anno A – 2020

suor Elena Manganelli, monaca agostiniana guarigione della figlia della donna sirofenicia(Icona realizzata da suor Elena Manganelli, monaca agostiniana, sul brano evangelico della guarigione della figlia della donna sirofenicia)

Is 56,1.6-7; Rom 11,13-15.29-32; Mt 15,21-28

“Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore… li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera …il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli”

All’incontro con il Dio dell’alleanza sono accolti gli stranieri. Questa apertura è fondamentale nel percorso della fede d’Israele: se da un lato non si deve confondere la propria fede con i culti degli stranieri venendo meno alla fedeltà al Dio dell’esodo e dell’alleanza, dall’altro la presenza dello straniero in Israele costituisce un segno importante. Il popolo d’Israele è stato straniero e schiavo in Egitto ed è chiamato a continuare il cammino, non come possessore della terra, ma nella gratitudine a Dio.

L’elezione non è privilegio da conservare, ma è invio ad essere un segno tra tutti i popoli in vista di una convocazione dei popoli nella pace che è il disegno di Dio sulla storia umana. Lo straniero ricorda anche che Dio è ‘straniero’ lui stesso. Il Dio straniero, diverso da ogni creatura, si fa incontrare in chi chiede accoglienza.

Anche nella pagina del vangelo compare una straniera: è una donna di Canaan che si avvicina mentre Gesù è nel territorio dei pagani. Gli chiede con insistenza un gesto di liberazione. Chiede la liberazione di sua figlia. Di fronte all’insistenza dei discepoli che lo invitano ad esaudirla per farla smettere di gridare, Gesù risponde: ‘non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele’.

Il testo riflette le difficoltà presenti nella comunità di Matteo nel vivere l’apertura ad accogliere i cristiani che provenivano dal paganesimo ma fa anche riferimento alla missione di Gesù che non ha inteso fondare un’altra religione ma raccogliere i perduti della casa d’Israele (Mt 10,5) come anche tutte le pecore perdute e senza pastore (Mt 9,36). La donna osserva che anche i pagani (i cagnolini) si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.Tutto si gioca sul ‘gusto delle briciole’.

Gesù legge nel cuore di questa donna una fede che la spinge a rivolgersi con coraggio, a  superare tante barriere. E lo ‘costringe’ ad oltrepassare confini ed esclusioni. La donna non pretende nulla, ma chiede ciò che non può essere negato nemmeno a chi è estraneo: non pr4tende di essere tra i figli ma si accontenta delle briciole: non chiede il pane dei figli ma si accontenta delle briciole per color che erano considerati esclusi, senza salvezza. Gesù scorge in questa donna una apertura inedita. E’ capace di oltrepassare i muri di tipo religioso e culturale.

La supplica della donna è portatrice di vita, apre strade nuove. Costringe Gesù ad un gesto che dice accoglienza dei pagani. Gesù loda la fede presente nel cuore di questa donna e legge in questa fede ‘davvero grande’ una forza che opera la salvezza. Questo brano è indizio della scelta presente nelle prime comunità di annunciare il vangelo a tutti, senza esclusione e senza restrizioni.

Queste letture sono un invito ad essere attenti alla forza nascosta della fede presente nei cuori e a vivere l’accoglienza dello straniero come esperienza della fede in Gesù Cristo.

Alessandro Cortesi op

IMG_8870

Lo straniero respinto e rifiutato

Scrive Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci ne “Il manifesto” del 9 agosto 2020: “…per rassicurare gli italiani e le italiane, in realtà alimentando l’allarme e i sentimenti anti immigrati, che tanto comodo fanno alla destra razzista, il governo ha deciso di concentrare, ricorrendo alle navi quarantena che sono il simbolo dell’isolamento di massa, della separazione forzata, della logica concentrazionaria. Richiamano vecchie ma sempre verdi soluzioni contro le minoranze, in questo modo moltiplicando, nel dibattito pubblico, i numeri reali e quindi anche la percezione di essere di fronte ad una emergenza. In realtà non sta accadendo nulla di straordinario o imprevedibile. I governi sanno cosa succede in Libia e quante sono le persone in mano alle milizie, da noi finanziate e sostenute. Poche migliaia, rinchiuse nei centri di detenzione governativi o “privati” che basterebbe evacuare, come ha chiesto l’Unhcr. Ma si preferisce puntare su respingimenti delegati alla cosiddetta guardia costiera e alla retorica vittimistica dell’Italia lasciata sola dall’Europa. D’altra parte sulla Tunisia grava una crisi economica pesantissima e i giovani, come nel 2011, vogliono sottrarsi ad un destino senza prospettive. Si tratta di poche migliaia di ragazzi che, se potessero partire per l’ Europa legalmente e in sicurezza, non rischierebbero la loro vita pagando per una soluzione incerta e pericolosa, come quella via mare. Se il governo, rompendo con l’ideologia proibizionista che impedisce agli stranieri di rivolgersi agli Stati per emigrare, emanasse un decreto flussi con una quota d’ingressi dalla Tunisia, si ridurrebbe al minimo il flusso irregolare, dando ai trafficanti un colpo mortale. Si tenta invece di replicare il modello libico, investendo sulla guardia costiera tunisina, alla quale delegare i respingimenti di massa, proibiti dalle norme nazionali e internazionali. (…) Il governo è di fronte ad una scelta tutta politica: continuare a sostenere che deve fronteggiare un’emergenza, alimentando le paure e favorendo la campagna razzista delle destre, o scegliere la strada dell’accoglienza diffusa e integrata sul territorio, intervenendo con le procedure sanitarie usate per tutti i cittadini. Temiamo però che si sceglierà la strada di alimentare la paura, come sta già avvenendo, amplificando con essa anche i problemi”.

La questione stranieri è divenuta ormai motivo principe da sfruttare nelle campagne elettorali. Anche quando non vi è emergenza, anche quando è ormai chiaro che politiche appiattite sulla dimensione della sicurezza e della discriminazione non producono nemmeno i risultati attesi da chi le propone ma coltivano degenerazioni e fenomeni criminali.

Nel frattempo il rapporto con gli stranieri, con coloro che hanno diverso colore della pelle anche se stranieri non sono, con tutti coloro che costituiscono minoranze e diversità, con gli stranieri poveri in particolare, cioè i migranti, si sta approfondendo una attitudine diffusa di sospetto, esclusione, razzismo.

Sinora un argine a tale barbarie sono state le determinazioni del diritto internazionale. Ma la situazione si sta deteriorando in modo preoccupante. L’Italia è triste esempio della delega ad altri nell’attuare pratiche che vanno contro i trattati internazionali, atti di discriminazione e disumanità. E’ ben nota la politica perseguita dall’Italia in Libia dove si mantengono carceri in cui si praticano orrori indicibili su uomini donne e bambini e dove le milizie che hanno il controllo della guardia costiera possono usufruire di soldi e attrezzature procurate dall’Italia per attuare respingimenti e deportazioni.

Meno conosciuta è la situazione sulla frontiera est dell’Italia da cui provengono un numero maggiore di migranti per la rotta che attraversa via terra i Balcani, anch’essi tra enormi difficoltà e sofferenze. Nell’ultimo periodo alcune inchieste giornalistiche ed alcune prese di posizione dell’ASGI hanno denunciato una situazione di respingimenti e deportazioni attuate in modo sistematico violando il diritto fondamentale dei migranti a richiedere asilo.

Migranti fermati alla stazione di Trieste o vicino al confine vengono riportati oltre il confine senza permettere loro di chiedere protezione internazionale. Numerose testimonianze raccolte da Amnesty International attestano maltrattamenti e torture perché il viaggio non termina nemmeno in Slovenia ma al di là dei confini europei in Bosnia, con interventi violenti della polizia croata e senza che sia consegnato a queste persone alcuna documentazione in modo tale che non rimanga alcuna traccia del respngimento. “Un accordo di “riammissione informale” viene abusato dall’Italia per respingere i migranti in Slovenia, da dove vengono poi rimandati con respingimenti a catena in Bosnia-Erzegovina o in Serbia” (Respingimenti illegali e violenze ai confini: un rapporto di Border Violence Monitoring Network Balcani, giugno 2020).

Su “L’Espresso” di domenica 2 agosto è stato pubblicato un dossier su questa vicenda di violenza ed illegalità che sorprende e indigna. Si tratta di autentiche deportazioni attuate su base di accordi tra Italia Slovenia e Croazia nei confronti di migranti che vengono espulsi fuori dai confini dell’unione, in Bosnia senza alcuna notifica.

L’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) ha denunciato tali operazioni come riammissioni con carattere illegali ed ha inviato una lettera al Ministero dell’Interno, con la richiesta di “non eseguire le riammissioni senza un previo esame delle situazioni individuali ed un effettivo coinvolgimento delle persone interessate, tenuto conto, comunque, dei trattamenti inumani e degradanti ai quali, in violazione del divieto inderogabile previsto dall’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, le persone respinte vanno incontro lunga la rotta balcanica”.

Ad una precisa interrogazione su tale drammatica situazione il ministero dell’interno ha dichiarato ufficialmente che si possono respingere i richiedenti asilo. Un preoccupante segnale del venir meno di riconoscimento di diritti fondamentali.

Sono questi segni preoccupanti e drammatici della deriva culturale ed etica in cui stiamo vivendo ma anche dell’incapacità e della non volontà politica ad affrontare la questione epocale delle migrazioni e del rapporto con lo straniero. L’accoglienza dei migranti che fuggono da guerre, miseria e disastri ambientali – conseguenze di scelte politiche ed economiche globali – costituisce una delle linee di faglia del nostro tempo in cui si potrebbe impostare un nuovo modo di intendere i rapporti tra i popoli e individuare l’orientamento per la formazione di un nuovo mondo plurale, aperto, solidale.

Proprio per questo sono da ammirare e sostenere tutti coloro che si impegnano per difendere i diritti dei migranti, per aprire strade nuove e diverse. All’ultima udienza generale papa Francesco ha detto: “Mentre lavoriamo per la cura da un virus che colpisce tutti in maniera indistinta, la fede ci esorta a impegnarci seriamente e attivamente per contrastare l’indifferenza davanti alle violazioni della dignità umana” (udienza 12.08.20). Nel buio del presente va alimentata la speranza: ‘il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli’.

Alessandro Cortesi op

Dalle finestre di casa

Copertina-665x1024

E’ uscito stamani il libro Dalle finestre di casa. Sguardi sapienziali in tempo di pandemia, ed. Queriniana 2020.

E’ una raccolta di saggi su alcune parole chiave a partire da un confronto condiviso condotto in collegamento streaming dal gruppo ‘chiesa e futuro’ a partire da marzo 2020.

Corpi; Tempo sospeso e spazio vuoto; Prossimità; Com/partecipare; Autorità; Terra/cielo; Saperi; Centro/periferia; Pubblico; Futuro.

Le parole sono state scelte quali importanti snodi per comprendere il presente in cui siamo rinchiusi nella dimensione della casa, ma anche quali sguardi protesi oltre, dalle finestre delle case, in apertura ad un futuro diverso. Proprio questo tempo può inaugurarlo, se saremo in grado di assumere le tante sofferenze delle vittime e dei poveri, di cogliere i segni dei tempi e le chiamate di Dio in questa storia.

Il desiderio condiviso dagli autori di questo e-book – nato nel quadro di una condivisione di amicizia e di impegno – è quello di suscitare una riflessione che si allarghi in ambiti diversi, nella chiesa e nella società.

Testi di: Vittorio Berti, Enzo Biemmi, Alessandro Cortesi, Marco Giovannoni, Andrea Grillo, Fabrizio Mandreoli, Giorgio Marcello, Simone Morandini, Serena Noceti, Riccardo Saccenti.

Copertina: Luca Palazzi. Editing grafico: Alberto Dal Maso.

 Video di presentazione a cura di Francesco Fabrini

L’e-book può essere scaricato gratuitamente dal sito della casa editrice Queriniana oppure dal sito insiemesullastessabarca

Nuova pubblicazione del Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’

IMG_6231

E’ appena uscito l’ultimo volume della Collana ‘Sul confine’ promossa dal Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ di Pistoia per i tipi della casa editrice Nerbini.

Il titolo è Mediterraneo. Il dramma dei ‘senza diritti’. Nel volume sono presenti vari contributi che intendono offrire materiale di riflessione per leggere il momento storico che stiamo vivendo nel contesto mediterraneo.

Anteprima introduzione: Introduzione-Mediterraneo

Indice: Indice-Mediterraneo

Il libro desidera anche essere un contributo per il cammino di chiesa che vedrà riunirsi a Bari in un incontro promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana nel prossimo mese di febbraio circa cento vescovi dai 19 Paesi affacciati sul mare per cinque giornate. “Mediterraneo, frontiera di pace” è il tema del’incontro dal 19 al 23 febbraio 2020.

Chi desidera ricevere copia può scrivere a: info@bibliotecadeidomenicani.it

 

IMG_6232

IMG_6234

IMG_6235

IMG_6236

IMG_6237

Un libro per pensare e individuare nuove vie di accoglienza in tempi difficili

IMG_3594

E’ appena uscito presso i tipi della casa editrice Nerbini il testo Gli intrecci delle migrazioni. Accoglienza e crisi delle politiche di asilo, a cura di Alessandro Cortesi e Camilla Reggiannini, ed. Nerbini, Firenze 2019, pp. 168.

Il libro è il 33° volume della collana ‘Sul confine’ promossa dal Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ che ha sede nel convento san Domenico di Pistoia.

Chi fosse interessato può richiederne copia presso: info@bibliotecadeidomenicani.it

IMG_3595

IMG_3596

IMG_3597IMG_3598

IMG_3599

IMG_3600

IMG_3601

Non tradirò mai i poveri, gli indifesi…

img_2467

“…non tradirò mai i poveri, gli indifesi, gli oppressi: non aggiungerò al disprezzo con cui sono trattati dai potenti l’oblio od il disinteresse dei cristiani. Ecco perché fraternamente ti dico: mandatemi via; è meglio per tutti.
[…] Tu come ministro dell’Interno non mi incuti nessuna paura, e non mi susciti neanche (perdona) speciale rispetto: “l’autorità” appare ai miei occhi solo come tutrice dell’oppresso contro il potente.
[…] Ogni tanto tu ti ricordi di essere anche ministro degli Interni: ma allora – proprio allora – io mi sento staccato: riprendo la mia libertà totale la mia “permanente franchigia” di uomo che non ha mai chiesto di essere dove è e mi sento libero, “anarchico”, a Dio solo soggetto! Sindaco? Neanche per idea! Prefetti, ministri, etc? Non contano nulla se la loro posizione contrasta con gli ideali pei quali soltanto posso spendere la mia energia e la mia interiorità!”

Di chi è questo testo?

Di Giorgio La Pira... ad Amintore Fanfani scritto alle ore una di notte del 27 novembre 1953… in una lettera in cui ripercorre il senso profondo del suo impegno politico…

un testo che fa riflettere per l’oggi…

il testo integrale si può leggere nel sito della Fondazione La Pira

 

Interrogarsi sulla salvezza

E’ uscito il libro Salvezza e compassione di Dio nella storia umana, ed. Nerbini, Firenze 2018, pp.160

Temi trattati:

Vulnerabilità dell’umanità e salvezza da Dio della compassione / Attese umane e dono di salvezza  in Cristo / Salvezza in Cristo e pluralismo delle religioni / Dialogo sul fine vita: tra teologia e istanze etiche / Ricerche di spiritualità dei giovani oggi

Chi desidera può richiederne copia inviando il proprio recapito all’indirizzo: info@domenicanipistoia.it

Gesù e le prime comunità: tra storia e teologia

E’ appena uscito fresco di stampa l’ultimo volume della collana ‘Sul confine’ pubblicato dalla casa editrice Nerbini di Firenze:

A.Cortesi, G.Ibba (edd.), Gesù e le prime comunità cristiane. Tra storia e teologia, ed. Nerbini Firenze 2017

Per informazioni e richieste di copie del volume cliccare qui

copertina Ibba Cortesi.jpg

indice Ibba Cortesi

autori1

 

autori2

Giornata del creato – 1 settembre 2017

IMG_0755.JPGIn occasione della giornata mondiale di preghiera per il creato per la prima volta è stato emanato da papa Francesco e dal patriarca Bartolomeo un importante messaggio congiunto ecumenico che fa appello “a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito”.

Di seguito alcuni passaggi del messaggio:

La Scrittura rivela che “in principio” Dio designò l’umanità a collaborare nella custodia e nella protezione dell’ambiente naturale. (…)

La terra ci venne affidata come dono sublime e come eredità della quale tutti condividiamo la responsabilità finché, “alla fine”, tutte le cose in cielo e in terra saranno ricapitolate in Cristo (cfr Ef 1,10). (…)

Tuttavia, “nel frattempo”, la storia del mondo presenta una situazione molto diversa. Ci rivela uno scenario moralmente decadente, dove i nostri atteggiamenti e comportamenti nei confronti del creato offuscano la vocazione ad essere collaboratori di Dio. (…)

Non rispettiamo più la natura come un dono condiviso; la consideriamo invece un possesso privato. (…)

L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme, e tale deterioramento del pianeta grava sulle persone più vulnerabili. L’impatto dei cambiamenti climatici si ripercuote, innanzitutto, su quanti vivono poveramente in ogni angolo del globo. (…)

Il fine di quanto ci proponiamo è di essere audaci nell’abbracciare nei nostri stili di vita una semplicità e una solidarietà maggiori. (…)

Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato, senza dare priorità alla solidarietà e al servizio.

Dal Vaticano e dal Fanar, 1° settembre 2017

IMG_0473.jpg

Navigazione articolo