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Una riflessione nel tempo di sospensione delle celebrazioni

Riporto qui di seguito la lettera inviata alla comunità che si raccoglie a san Domenico di Pistoia ogni domenica alla s.Messa delle ore 19.00, indicando la sospensione della celebrazione da questa domenica. Nel dpcm 8 marzo 2020 art.2 lettera v sono sospese tutte le cerimonie civili e religiose a partire da oggi. (ac)

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9547b1ab-94e5-425c-b088-3cf914bdda17Care e cari,

in questi giorni in Italia si sta vivendo una situazione di emergenza dovuta al contagio del virus Covid-19. Le voci più autorevoli di medici ed esperti indicano come indispensabile in queste circostanze attuare tutte le precauzioni possibili per evitare il contagio che tocca principalmente le persone più deboli della popolazione. Il governo italiano ha in questi giorni emanato alcune direttive per tutta la popolazione del Paese.

Come comunità cristiana siamo sollecitati a scelte di responsabilità in questo momento attuando quanto richiesto da tali direttive a promuovere con impegno e convintamente tutto ciò che impedisce la diffusione del contagio mettendo in atto comportamenti personali e collettivi.

La comunità cristiana è infatti parte della più ampia comunità civile e intende la sua presenza come servizio alla crescita e al bene di una comunità che non si limita a ristrette cerchie ma si allarga a tutta l’umanità. La salvezza come dono di Dio da accogliere e comunicare si attua a partire dall’impegno per promuovere la salute di quanti incontriamo e ricercare una vita buona e sana per tutti, come ha fatto Gesù nei suoi gesti di cura e di ospitalità. La chiesa vive nel tempo in riferimento al regno di Dio che inizia nella storia e si rende vicino laddove si attuano rapporti nuovi di fraternità, solidarietà, giustizia e pace.

Queste motivazioni spingono anche la comunità dei cristiani a scelte di particolare responsabilità verso tutti nelle attuali circostanze. Poiché la celebrazione della messa, in particolare nella domenica e nei giorni di festa, è momento di raduno che può facilitare contatti e diffusione del virus abbiamo ritenuto opportuno sospendere le celebrazioni nella chiesa di san Domenico per un tempo indeterminato. Tale sospensione è dovuta alla considerazione della gravità del contagio, delle modalità in cui il virus si propaga e al senso di responsabilità per il bene comune a partire dall’attenzione ai più fragili.

Se da un lato tale scelta può essere motivo di dolore dall’altro tale sospensione comporta anche una preziosa occasione per la nostra vita.

E’ infatti un silenzio che ci invita a scoprire il senso più autentico della liturgia eucaristica indicata dal Concilio Vaticano II quale culmine e sorgente della vita cristiana. La celebrazione liturgica trova il suo senso nell’essere connessa ad un impegno di vita che si traduce in prassi di condivisione e rinvia al culto più autentico, il culto dell’esistenza che si attua nel vivere rapporti nuovi di cura e di giustizia:

“Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste;
per me sono un peso,
sono stanco di sopportarli.
15 Quando stendete le mani,
io distolgo gli occhi da voi.
Anche se moltiplicaste le preghiere,
io non ascolterei:
le vostre mani grondano sangue.
16 Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
17 imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova” (Is 1,14-17)

Per questo vi invitiamo a vivere questo silenzio della liturgia comune come occasione per ascoltare l’invito di Gesù ad ascoltare la sua parola e vivere l‘incontro con il Padre: “quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6,1).

E’ tempo favorevole per maturare il senso della presenza della chiesa, piccolo gregge, popolo in cammino che si sa coinvolto e responsabile a servizio del cammino di tutta l’umanità in cui è presente la ricerca del senso profondo della vita. E’ tempo favorevole per seguire Gesù, per vivere come lui ha agito, nell’attuare uno stile di vita nel dono e servizio.

Davanti a un virus sconosciuto ci avvertiamo tutti esposti e fragili. Questo tempo è anche tempo favorevole per accogliere la nostra fragilità e per maturare attitudini di compassione verso la fragilità degli altri, soprattutto dei più deboli.

E’ occasione per scoprire come vivere da un lato una consonanza nell’ascolto della Parola di Dio e nella preghiera e dall’altro una responsabilità nel tessere legami di comunità. Possiamo scoprire modi nuovi per essere vicini a chi è più solo e più esposto al timore e al disorientamento – gli anziani per esempio -; possiamo scoprire forme di aiuto a chi in questi giorni di sospensione delle scuole ha problemi per la custodia dei bambini. Possiamo trovare il tempo per piccoli aiuti nella vita quotidiana o anche solo per una visita o telefonata a persone vicine o lontane. Possiamo scorgere come attuare scelte di sobrietà e di solidarietà con chi vive difficoltà economiche quali conseguenze di questo momento.

E’ occasione per maturare gratitudine per tutti coloro che negli ospedali e nell’ambiente sanitario si stanno adoperando per la salute di tutti e per scoprire l’importanza di strutture pubbliche di assistenza e cura.

Questo momento di sospensione e di silenzio può aprire le nostre vite ad un cambiamento profondo per accogliere e vivere l’essenziale del vangelo che ci è stato donato.

In questo periodo potremo mantenere i contatti per diverse vie e per chi desidera è offerta la possibilità di meditare sulle lettura della domenica consultando il blog “la parola cresceva” (https://alessandrocortesi2012.wordpress.com/).

Vi preghiamo di mantenere i contatti…  Con un caro augurio di vivere con profondità questa Quaresima diversa

fr. Alessandro Cortesi op  –  7 marzo 2020

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